Ago
20th

Sheep Dash, webriflessi da pecora

Postato da Kobayashi in: FLUEPS, Giochi, Stranezze dal Web | Commenta!

Scovato niente di meno che sul sito della BBC, nella sezione Science & Nature > Human Body & Mind > Sleep, il bizzarro gioco in Flash ideato per testare la velocità di click degli internauti in reazione ad uno stimolo visivo (e di conseguenza quindi per misurarne i riflessi) è tanto semplice nella sua struttura quanto maledettamente furbo nell’attirarci subdolamente nella sua trappola, stuzzicando l’orgoglio proprio di ogni giocatore che si rispetti e facendo venir fuori lo spirito di competizione nel tentativo di abbattere progressivamente la soglia di reazione raggiunta.

Sheep Dash

Sheep Dash, questo il nome dell’applicazione, ha un funzionamento davvero elementare: una mandria di pecore è allineata sulla parte sinistra dello schermo, a brucare tranquillamente la sua erba: tuttavia cinque di loro - una alla volta - “scatteranno” improvvisamente verso l’estremità destra della schermata di gioco, e sarà nostro compito fermarle il prima possibile lanciando tramite il click del mouse un dardo piena di tranquillanti. Ogni pecora scappata impunemente da sinistra a destra e ogni lancio di dardo tranquillante andato “a vuoto” comporterà una penalità di 3 secondi, che inevitabilmente abbatterà la media dei nostri tempi di reazione: quindi attenzione a non cedere né alle “finte” di qualche ovino particolarmente infingardo né tantomeno alle snervanti attese nei tempi morti tra una pecora e l’altra!

Sheep Dash - record Attuale mio record: 0,264 secondi - non eccezionale, ma non è nemmeno così semplice come sembra. Forse ho un difetto di reazione io, ma le pecore che “scattano” nella parte più bassa dello schermo mi mandano maledettamente in difficoltà.
Beeeeeeehhh!

Ago
19th

Il mondo non si ferma

Postato da Kobayashi in: Blogosfera | 2 Commenti

Agosto, tempo di vacanze. Adagiati su un lettino in qualche minuscola località di provincia, volutamente lontani da tutto e da tutti, può capitare di non avere a portata di mouse alcun collegamento Internet. Meglio così? Per alcuni sì, serve per “staccare”; per altri no, rappresenta una tragedia. In ogni caso, però, il mondo non si ferma certo ad aspettare i nostri capricci balneari, e particolarmente quest’anno l’estate è stata piena di avvenimenti controversi che riguardano la grande Rete.
Approfittando dell’appurata acquiescenza di BlogBabel in merito all’inserimento di nuovi blog, e non rischiando dunque - a meno che l’infrazione non sia retroattiva, dato che non sono (al momento, in futuro chissà) presente nel database di BB - di autopenalizzarmi come altri più illustri personaggi hanno (chi con successo, chi invano) già tentato di fare, ecco la lista (s)ragionata de “le 5 cose che mi sono perso mentre ero spiaggiato sul Mar Ionio“, secondo il principio di chi sostiene che c’è sempre qualcuno che spiega le cose molto meglio di come saremmo capaci di fare noi.

youtube.png

 

1) Mediaset fa causa a Youtube (e quindi a Google) chiedendo danni per 500 milioni di euro. Tra motivazioni di parte e contrattacchi più o meno sensati dei paladini della libertà del Web, Matteo Flora mi sta convincendo a grandi linee delle sue ragioni quando mi spiega questo. Se non che le motivazioni di Mediaset sembrano a tratti campate in aria, rette su dati indimostrabili in modo empirico - e sinceramente privi di buon senso, nel tentare arbitrariamente di far passare i video visionati di Youtube come ore effettivamente sottratte alla televisione, neanche andassero in onda in contemporanea.

piratebay.gif

2) Sequestro preventivo per ordine di un giudice di Bergamo del famoso sito The Pirate Bay: fosse solo questo sarebbe comunque un precedente insolito e piuttosto grave, ma il fatto è che questo provvedimento è inspiegabilmente stato trasformato in una sorta di intercettazione globale e non autorizzata degli IP (e non solo) degli utenti che tentavano di accedere al sito bloccato. Le conseguenze possibili? Inquietanti.

delicious.jpg

3) Nuovo sito per Delicious, lo straordinario catalogatore di bookmark online: (non molto) nuovo nome, (non molto) nuovo dominio, nuova grafica, nuova usabilità. Sembra migliorato, da provare assolutamente.

 

wordpresslogo.png

4) Rilasciato Wordpress 2.6.1 con 60 tra bug fissati e miglioramenti assortiti: che altro dire che non sia già stato detto?

pagerank.jpg

5) Hanno aggiornato il PageRank, o almeno così mi pare di capire. Si fa tanto parlare della classifica di BB, di chi sale e di chi scende, di chi c’è e chi non c’è, dell’algoritmo e della rimozione, e poi neanche una polemicuccia su Google? Che delusione!
:)

Ago
17th

Sognando Backup

Postato da Kobayashi in: Autoreferenzialità | 3 Commenti

Ovvero, cronaca di come affondare 6 mesi di (si spera) onorato blogging in poco meno di 7 giorni. Senza muovere un dito.

Sognando Backup Tutto comincia quando, finalmente, parto per le vacanze e ingenuamente penso che al mio arrivo troverò un qualsivoglia collegamento Internet, fosse anche una squallida linea a 56k (una volta ottenuto l’agognato accesso via ADSL, fateci caso, l’utente medio di Internet diventa inevitabilmente razzista e sprezzante verso tutte le connessioni “inferiori”). Niente di più sbagliato: il ridente paesino della campagna toscana che ha fatto da pur ottimo sfondo alla mia settimana di relax pre-agostano non conosce nemmeno questa parola, e mi guarda come se avessi chiesto notizie su una qualche strana malattia subtropicale. Niente da fare, dunque, e addio all’aggiornamento del blog. Mi metto il cuore in pace: vorrà dire che mi disintossicherò dal Web per 7 giorni, sperando che non succeda nulla di grave.

Solo che, dal momento che «Se qualcosa può andare storto, lo farà», al mio ritorno alla base scopro che si è inceppato qualcosa: digitando il tradizionale indirizzo mi trovo davanti ad una pagina di errore piuttosto insolita, che avvia la procedura di installazione di un nuovo blog. Ma come, io ce l’ho già un blog! Un down momentaneo? E’ possibile ma la cosa mi suona strana, non è mai successo che venisse restituita una pagina simile. Controllo le statistiche e mi è (purtroppo) molto più chiara la situazione: è saltato tutto.

Google Analytics - Statistiche Luglio 2008

Dopo una veloce ricerca allora scopro che durante la mia assenza è successo l’imprevedibile:

Gentili utenti, nella giornata di Giovedì 31/07/08, alle ore 17.20 circa, l’erogazione della corrente di linea della farm che ospita il Network Netsons è stata compromessa. I tecnici della Farm stanno ancora investigando per capire cosa è successo esattamente, e come mai gli UPS sono stati isolati. A causa dell’interruzione alcuni server si sono spenti improvvisamente.

Brivido lungo la schiena: a memoria il backup personale è troppo poco recente per sperare di non perdere niente di quanto postato, ma fortunatamente l’hosting a cui sono appoggiato prevede un backup automatico che provvidenzialmente risale ad un giorno ragionevolmente vicino al blackout che ha spazzato via il blog tale per cui, complice anche la vacanza forzata da Internet e il relativo mancato aggiornamento, poco o nulla è andato perduto. Poco o nulla in termini di dati e impostazioni, perché in termini di traffico e utenti la situazione è drammatica: tra mancato aggiornamento e inaccessibilità totale dello spazio Web per parecchi giorni (il ripristino dell’ultimo backup non era automatico ma andava richiesto esplicitamente, e del blackout me ne sono accorto solo qualche giorno dopo il “fattaccio”) le statistiche di accesso sono ovviamente crollate, e lo stesso insolito messaggio di errore poteva far presupporre ad un lettore poco avvezzo alle dinamiche interne di un blog l’abbandono del dominio o addirittura la morte dell’intero blog. Non che viva guardando le statistiche, né scrivo esclusivamente per esse, ma è chiaro che un blog senza lettori ha poca ragione di esistere: e la linea di Google Analytics che si schianta sullo zero rimanendoci per svariati giorni (fino al ripristino e anche oltre) non mi faceva essere troppo ottimista.

Ora, però, il peggio sembra passato: il blog è di nuovo online, tutto ciò che è andato perduto è stato prontamente ripristinato, fortunatamente i 25 affezionati lettori di manzoniana memoria stanno tornando pian piano a farsi vedere da queste parti.
Ricominciamo da zero, e buona lettura.

Ago
15th

E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo

Postato da Kobayashi in: Autoreferenzialità | Commenta!

Google Reader - il feed RSS dopo le vacanze

Lug
26th

Meritato relax…

Postato da Kobayashi in: Uncategorized | Commenta!

Blog Temporarily Closed

Lug
24th

La nuova Serie A a 30 squadre

Postato da Kobayashi in: Calcio, Giornali, Immagini, Serie A, Stranezze dal Web | Commenta!

Corriere della Sera - Prima Giornata Serie A 2008/2009

(dal Corriere.it)

Lug
24th

PhotoFunia, provo l’ultima e poi smetto

Postato da Kobayashi in: FLUEPS, Fotografia, Immagini, Web Apps | 7 Commenti

PhotoFunia - LogoDicono che, quando in campo artistico ci piace qualcosa nella quale non saremmo mai in grado di competere con buoni risultati, cresca l’ammirazione per chi invece in quello stesso campo riesce ad eccellere e a stupirci. E’ proprio ciò che personalmente mi succede con la musica, con il disegno e con il cinema, la settima arte. Considero poi la fotografia una sorta di declinazione tecnologica della pittura, e quindi tutto sommato un’arte anch’essa, non meno importante seppur “derivata”: ma per quanto mi cimenti ciò che alla fine ne deriva è di livello solamente discreto.

Tutto ciò non migliora di molto neanche dopo lunghe sessioni di PhotoShop o altri editor di immagini: le mie possibilità di intervenire manualmente sul prodotto fotografico sono ancora più approssimative delle capacità di scatto, e gli splendidi fotomontaggi che si possono ammirare in giro per la rete rimangono solo un sogno lontano. Si capisce allora che per quelli nelle mie condizioni la scoperta di un’applicazione Web (peraltro gratuita, veloce e non richiede alcuna registrazione) come PhotoFunia apre un mondo tutto nuovo, con il rischio di passare intere ore a provare e riprovare le tante combinazioni disponibili che si possono ottenere in poche semplici mosse. Provo l’ultima poi smetto, e invece l’ultima diventa man mano la penultima, la terzultima e così via.

PhotoFunia - Face on TV In sostanza PhotoFunia, utilizzando una tecnologia denominata face detection, a partire da un’immagine caricata dal proprio PC - massimo 500kb e in formato jpg, gif o png - permette di estrapolare automaticamente la faccia presente nella foto e di collocarla (sempre automaticamente) in posizioni predeterminate in uno dei 45 diversi contesti disponibili: dall’affissione pubblicitaria al quadro dell’ufficio di Putin, dalla maglietta di Angelina Jolie alla prima pagina di un quotidiano, dallo schermo di un vecchio televisore alla sala di un museo, dalla copertina di Vogue alla foto nelle mani di Paris Hilton. Nel caso dovessimo caricare una fotografia senza alcuna faccia, il software collocherà l’intera immagine nello spazio predefinito per il fotomontaggio tentando di adattarlo il più possibile alle dimensioni disponibili.
Per concludere: una volta soddisfatti della nuova creazione digitale è possibile salvare il risultato sul proprio PC (come immagine standard oppure come avatar) o caricarlo direttamente su ImageShack.

Lug
23rd

La grande truffa dell’iPhone in Italia (parte 3)

Postato da Kobayashi in: Telefonia, Update | Commenta!

iPhone 3G
Setacciando in lungo e in largo la blogosfera sembra ormai netta la frattura creata dall’uscita dell’iPhone in Italia: da una parte la “setta adorante” della mela morsicata che tesse le lodi delle meraviglie tecnologiche e designologiche del gioiellino 3G, quelli che “io ho fatto la fila di notte davanti al negozio per averlo da subito” e che probabilmente comprerebbero qualsiasi cosa brandizzata con il loghino di casa Apple; dall’altra la contro-setta pronta a riportare sulla retta via della ragione gli accecati dall’aura magica di Steve Jobs, quelli che “io? L’iPhone? Mai e poi mai!” con tono sdegnoso e superbo e che si immolano ben volentieri sui forum e sui blog degli utenti di Mac e compagnia bella.

In ogni caso però il dato di fatto sembra essere uno soltanto: dai siti tematici a quelli generalisti, dai blog di nicchia a quelli che possono vantare migliaia di visite al giorno, quasi nessuno è riuscito a evitare di spendere due parole - positive o negative - sull’argomento.
Io stesso, pur abbastanza lontano da entrambe le fazioni, mi sono trovato quasi trascinato dagli eventi - ma soprattutto abbastanza basito dalle strategie “di cartello” che le due maggiori compagnie telefoniche nazionali hanno progettato e deciso di portare avanti nonostante l’evidente irritazione della base clienti - ad analizzare la situazione per ben due volte: qui e qui.

Il titolo dei due post precedenti colloca abbastanza bene il mio pensiero sull’asse descritto in precedenza, ciononostante non disdegnerei affatto il possesso del nuovo arrivato (come ben dimostra il bannerino Wikio sulla destra) se esistessero delle condizioni accettabili per averlo. Certo, se me lo regalassero non lo butterei via di certo, ma allo stato attuale della situazione non lo riterrei un buon investimento. Come sostiene Matteo qui (simpatico il finto dialogo riportato) iPhone probabilmente ora come ora non vale quello che costa, considerando anche la questione-abbonamento che fa lievitare il prezzo ben oltre il mio personale limite di spesa.
Vodafone - No problem E se volessi prenderlo “a prezzo pieno” adattando una SIM personale già in mio possesso? Niente da fare anche così, perché potrei incappare in situazioni paradossali come questa: anche se, a chiamarla col nome che merita, si potrebbe tranquillamente definire truffa.
Purtroppo per i consumatori ogni giorno escono delle novità sulla questione che sta infiammando il Web e il mondo della telefonia, per cui (grazie anche agli attestati di stima e ai riscontri positivi che mi sono giunti dopo la pubblicazione delle prime due parti) mi sono trovato mio malgrado “costretto” a chiudere - speriamo! - questa trilogia dell’orrore con il terzo capitolo della saga.

Mio malgrado perché sono un soddisfatto utente di questa compagnia da tanti anni, ma ciò non mi impedisce di riconoscere che lo scherzetto combinato dalla Vodafone ai nuovi utenti non abbonati di iPhone è tanto assurdo quanto deprecabile, e non ha fatto ridere nessuno. Non comprendo poi perché - da entrambe le parti, Vodafone e Tim - debbano essere proposte delle tariffe “ad personam” per l’iPhone, come se fosse un prodotto così innovativo e rivoluzionario da meritarsi di essere posto all’interno di una categoria merceologica tutta sua, creata per l’occasione e a cui viene addirittura dato il suo stesso nome - come se ci fossero da un lato i telefoni, e dall’altro l’iPhone: mentre invece, aldilà della combo touchscreen + design all’ultimo grido + colore di tendenza comprensivo di “riflesso” + angoli arrotondati (che fanno tanto 2.0) + buzz marketing ossessivo + tutto quello che gli Apple fans (non linko dove ho letto questa definizione per non riaprire vecchie polemiche :) ) di volta in volta presentano come tuttomoltobelloeccezionalemeravigliosoincredibilefantasticowow!, non è altro che un (bel) telefonino. Ma un bel telefonino sempre un telefonino resta, e dunque ci saremmo dovuti aspettare tariffe da telefonino e trattamenti da utenti che stanno per comprare un telefonino: e invece no, l’ignaro (a volte) utente non acquista un telefonino, acquista un iPhone. Che poi per me sarebbe la stessa cosa, ma per altri evidentemente non lo è: e potremmo star qui a discutere anni con qualche Apple-addicted, e non se ne verrebbe comunque a capo.

Lug
21st

La videotavola periodica degli elementi

Postato da Kobayashi in: Iniziative, Video, YouTube | 3 Commenti

Ovvero, Youtube al servizio della chimica. Veramente ingegnosa questa idea di science communication progettata e realizzata da un gruppo di professori e ricercatori dell’Università di Nottingham che hanno pensato bene di creare un punto di incontro tra la tradizionale (per non dire “vecchia”) didattica cartacea e le grandi e innovative potenzialità offerte dalla comunicazione via Internet. Insegnare con i nuovi media, insomma.
Così, grazie al supporto fondamentale del video giornalista Brady Haran, è nata questa Periodic Table of Videos, una specie di tavola degli elementi in formato multimediale che si avvale in modo ampio dell’uso di video esplicativi.

La videotavola periodica degli elementi - Università di Nottingham

La tavola degli elementi, per chi non lo sapesse, è uno schema convenzionale con il quale vengono ordinati gli atomi degli elementi chimici conosciuti sulla base del loro numero atomico. Come si vede dall’immagine, il gruppo di studiosi inglesi ha ricreato una tavola periodica che ricalca quella “tradizionale”, provvista però di collegamenti ipertestuali: ogni link permette di aprire la pagina personale dell’elemento chimico cui è associato, e in questa nuova pagina ad una breve descrizione dell’elemento (nome, simbolo e numero atomico) si accompagna un video che da una parte fornisce spiegazioni sull’elemento selezionato e dall’altra consente di visualizzarlo “all’opera” - ad esempio durante un piccolo esperimento di laboratorio o sul campo. I video sono visibili anche su Youtube nel canale dedicato.

La videotavola periodica degli elementi - Oxygen

Ultimo avvertimento, d’obbligo in questo caso: don’t try this at home! ;-)

Lug
19th

Blogger’s Cycle

Postato da Kobayashi in: Blogosfera, Immagini | 2 Commenti

Blogger’s Cycle

|Credits|

 

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