Chi di noi non ricorda Napster, il famoso programma di file sharing che permetteva di scaricare (illegalmente, secondo l’industria musicale), tra gli altri, milioni di files in formato MP3 per avere sul nostro PC tutta la musica in formato digitale? E chi, dopo il “lutto” dovuto alla sua chiusura forzata, non è passato attraverso KaZaA, WinMX e infine al più recente eMule per mantenere intatta questa grande opportunità offerta da Internet? Certo: rimaneva in sospeso la spinosa questione della legalità, da anni furioso campo di battaglia tra proibizionisti e liberalisti che ha visto combattersi, a colpi di leggi e interpretazioni pro domo sua, discografici e fautori del libero scambio di tutto il mondo.
Una lotta senza fine, dunque? Non è detto, stando almeno a quanto promesso da un servizio nato da poco ma che sta già riscuotendo un discreto successo nell’ambiente: sto parlando di DownLovers, un sito (italiano!) che permette di scaricare musica gratuitamente e legalmente.

D’accordo, dove sta il trucco? Come è possibile tutto ciò? Nessun trucco, e anzi la soluzione è più facile e banale di quanto si possa pensare: DownLovers è un sistema basato sulla pubblicità, dato che offre alle aziende la possibilità di pubblicizzarsi all’interno del sito attraverso i tradizionali banner o attraverso video spot multimediali della durata di 30 secondi che accompagnano obbligatoriamente il download di ciascuna traccia.
Con i guadagni derivanti da questa attività di promozione pubblicitaria, il portale “regala” la musica ai propri utenti sotto forma di download gratuiti delle canzoni disponibili sul sito. Non solo musica gratuita, ma anche legale: una parte degli introiti del sito infatti vanno alle case discografiche per acquisirne i diritti di diffusione. I brani così ottenuti possono essere ascoltati un numero illimitato di volte, configurandosi così in tutto e per tutto simili ad un normale file MP3 (sebbene si tratti in realtà di files WMA - Windows Media Audio - codificati a 192 kbps), tanto che possono eventualmente anche essere masterizzati su CD o caricati su lettori MP3 compatibili con tale formato (il che però esclude completamente il mondo Mac da questa iniziativa, e conseguentemente anche la possibilità di fruire dei brani tramite iPod).
A dire il vero un piccolo trucco c’è, o meglio una limitazione: tutti i brani scaricati sono protetti dal DRM, un meccanismo di protezione della musica imposto dalle case discografiche come ultima barriera alla diffusione di musica gratuita attraverso Internet. Altri due piccoli compromessi da sottolineare sono l’accesso tramite registrazione (in pratica: musica gratuita e legale in cambio di alcuni dati personali) e limitato per il momento al territorio italiano, San Marino e Città del Vaticano compresi.
L’iniziativa, destinata a far parlare di sé e ad aprire nuove prospettive e dibattiti sull’argomento del download su Internet, è da tenere d’occhio con molta attenzione.