A metà strada tra l’esilarante e il preoccupante, la pubblicità televisiva dell’Aspirina in granuli della Bayer (ma è lo stesso per molti altri farmaci) presenta una dicitura finale quantomeno spiazzante, recitata come di consueto in un tempo di 2 secondi netti da un attore opportunamente “addestrato” a concentrare il maggior numero di informazioni (solitamente quelle meno desiderabili - dal punto di vista dell’azienda produttrice, è ovvio - e tuttavia prescritte per legge) nel più breve tempo possibile. Solo che, al contrario delle vaghe indicazioni passate, la (relativamente) nuova formula recita la rassicurante frase: “è un medicinale che può avere effetti indesiderati, anche gravi“.
Come sarebbe a dire ”anche gravi“?!?
E un supplemento di vis comica è dato anche dal fatto che la voce fuori campo annuncia questa cosa da niente con rasserenante naturalezza, quasi come se niente fosse, peraltro sulle placide immagini di una coppia felice per la guarigione del lui di turno.
Scherzi a parte, è più l’impressione dell’impatto della frase sul sistema comune di associazione mentale farmaco –> guarigione, in aggiunta alla contrapposizione di tale associazione con l’idea non meglio precisata di “effetti indesiderati anche gravi”, a dare la sensazione di qualcosa che non quadra totalmente, piuttosto che una reale pericolosità del prodotto (che non mi si tacci di terrorismo psicologico!). Anche se, a ben vedere, leggere il foglietto informativo nei punti in cui cita come possibili disturbi post-assunzione ulcere e vari sanguinamenti gastrointestinali (per di più occulti, si precisa) non rende il malato del tutto tranquillo.