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Kobayashi Blog
Feb
27th

Kakàduta di stile

Categorie: Calcio, Serie A | Postato da Kobayashi

Caccia a Kakà - da acmilan.comQuando ci sono capitato dentro, quasi per caso, non ci volevo credere. Veramente un bel sito quello del Milan: una buona struttura, una grafica curata, una navigazione semplice e intuitiva. E allora cos’è che non funziona? Il vittimismo. Così come la Juventus post-Calciopoli si lamenta degli arbitri avversi attraverso una lettera aperta a FIGC e AIA (qui il testo integrale), così come l’Inter riesce a creare una polemica inutile ogni volta che Mancini si esprime attraverso qualsiasi media nazionale ad oggi conosciuto, il Milan sceglie spesso e volentieri la strada del proprio sito Web ufficiale per diffondere ai quattro venti il suo malcontento. Il suo primato, però, è quello di risultare forse ancora più ridicolo delle due pur quotate contendenti al titolo di “piangina dell’anno”: se il tiro all’arbitro è ormai diventato sport nazionale che procede di pari passo col calcio, infatti, non si era mai vista una trattazione così strutturata della lamentazione contro i difensori avversari, rei (addirittura!? Diabolici!) di “sistematicità dei falli su Kakà” e di “scientificità, [...] come fosse una strategia“.
 


Peccato che, come si suol dire, “il calcio non è uno sport per signorine”: è quindi normale che avvengano contrasti di gioco più o meno duri e più o meno (s)corretti, ed è per questo motivo che esistono le sanzioni disciplinari del caso per scoraggiare i comportamenti eccessivamente vigorosi. A maggior ragione questo discorso vale per Kakà, che come tutti i grandi fuoriclasse è un target particolarmente sensibile per gli avversari, dato che dal suo genio possono derivare le gioie per la propria squadra e i dolori per chi si trova ad affrontarlo in campo.Alcuni estratti dal vero e proprio dossier costruito dalle parti di via Turati rappresentano vette forse inarrivabili della comicità dell’assurdo:
[...] al 20′ fallo di Morrone. Quest’ultimo in particolare è il paradigma del metodo-Kakà. Il giocatore “puntato” entra duro sul piede d’appoggio del giocatore del Milan, estremizzando il contrasto, rischiando tutto: piede o caviglia non importa, su di lui si rischia –> lo staff del sito (sito ufficiale, ricordiamolo, e non uno di quei fan-site faziosi ed esaltati di cui pullula il Web) ritiene che il fallo su Kakà sia sistematico, volontariamente studiato nei dettagli, appositamente utilizzato come se fosse una tattica di gioco. Ma non finisce qui: perché si prosegue con quella che colpisce invece, nel campionato italiano, è non solo la sistematicità dei falli su Kakà [...] ma la scientificità: non è mai lo stesso giocatore a fare due entrate di seguito su Ricky. C’è l’alternanza fra un giocatore e l’altro. Come fosse una strategia. Quasi il segno di una preparazione. Siamo al terzo paragrafo e non c’è segno di smentita nè di possibile interpretazione scherzosamente esagerata: questi ci credono davvero a quel che scrivono!

E vanno avanti: Insomma, è il trattamento speciale-Kakà, una “cura” che gli avversari del Milan riservano solo ed esclusivamente a lui, mentre la dinamica e la metodica delle scorrettezze subite dagli altri giocatori del Milan, dai vari Pirlo e Seedorf, dai vari Inzaghi e Gilardino, è assolutamente nella media, nella norma, senza le punte di asprezza e premeditazione (sensazione acre che purtroppo c’è) riservate al fuoriclasse brasiliano. E la mente va automaticamente al primo pensiero che si manifesta: ma questi non hanno nient’altro di meglio da fare che analizzare fallo per fallo gli interventi sul brasiliano? Il quale, tra parentesi, mi sembra uscire abbastanza male da questo dossier, trattato come se fosse una povera vittima incapace di difendersi da solo a colpi di classe sopraffina, cioè la cosa che gli riesce solitamente meglio sul verde prato di un campo da calcio.

“E tu, che perdi tempo a commentare questa news e critichi a vanvera, non hai nient’altro di meglio da fare?” - si chiederà uno dei miei 25 lettori, probabilmente milanista.
La mia risposta sarà un semplice: “No”…

…e non mi pagano neanche.

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