Dev’essere ricco questo Sergio Sarnari di cui oggi parla mezza blogosfera. La sua storia ha fatto così tanto clamore da indurlo a editare in giornata il suo post originale, risalente al marzo scorso (ancora visibile però grazie alla cache di Google). Non lo conosco affatto ma dev’essere senz’altro ricco, altrimenti non mi spiego la querela sporta contro di lui per 400.000 euro a titolo di risarcimento di (presunti) danni d’immagine presentata dalla Mosaico Arredamenti. Esatto, avete letto bene: quattrocentomila, un quattro e cinque zeri uno in fila all’altro. Roba che ti forse puoi permettere solo se ti chiami Briatore, non certo se fai un onesto lavoro come tanti altri.
O forse no, ho capito male io. Forse è semplicemente frutto di una mentalità aziendale che non si rende decisamente conto delle dinamiche relazionali via Web. Se si oppone la vita reale a quella virtuale un motivo ci sarà. C’è infatti, ed è molto semplice: sono due cose differenti. Quello che funziona nelle relazioni faccia-a-faccia non necessariamente funziona sulla Rete, e viceversa. In ogni caso, poi, la prepotenza non funziona mai, soprattutto su Internet. E la reputazione sfuma in un attimo, mentre per recuperarla a volte non bastano mesi e mesi di lavoro.
Accade allora che la strampalata querela - cancellata dal querelato ma ancora visibile grazie a Giovy - si trasformi da iniziale strumento di intimidazione a clamoroso boomerang: si diffonde in Rete in maniera quasi virale, è sulla bocca di tutti, i commenti si contano a centinaia sui vari blog. In altre parole, una banale vicenda di disservizio come tante altre ne accadono tutti i giorni acquista, per la scarsa conoscenza delle dinamiche sociali della Rete da parte dell’amministratore della società querelante, l’effetto di una micidiale cassa di risonanza.
Ne parlano il già citato Giovy, Daniele Salamina, Ikaro, Antonio Tombolini: mica blogghettini, insomma, ma pagine con nel complesso migliaia di accessi; e potrei andare avanti per ore citando blog più o meno importanti (e tra poco anche il mio modesto blocknotes online entrerà a far parte del calderone)
Insomma: un danno di immagine probabilmente incalcolabile, intuibile semplicemente cercando Mosaico Arredamenti su Google, quando sarebbe bastato un approccio decisamente più soft per mettere a posto tutta la faccenda. Come ironicamente peraltro propone Marco Camisani nella sua lettera semiseria a disposizione di chi la volesse firmare, che sarà però consegnata per davvero - sabato 14 giugno - direttamente alla Mosaico.
By Daniele S. on Giu 11, 2008 | Reply
Le aziende sono lontane anni anni e anni luce dal dinamiche del web. Lavorando nell’ IT, anche le stesse IT che in teoria dovrebbero saperne un filo di più sono lontane anni e anni luce.
Io mi immagino una società di mobile… mah… poveri loro.