Nessun altro titolo renderebbe meglio il concetto quando si parla di Il momento della verità, nuovo game-show di Italia 1 che spinge ancora più in là, come se ce ne fosse bisogno, il confine ultimo del trash televisivo. Per deontologia non-professionale devo ammettere che non ho potuto assistere a questa prelibata novità del palinsesto Mediaset in diretta (o meglio: nel giorno della puntata pilota - lunga vita agli Europei di calcio!), ma ho dovuto ripiegare su alcuni spezzoni disponibili sul sempre utile Youtube.
La formula del programma è semplice quando audace: prima del programma un concorrente risponde a circa 200 domande del tipo vero/falso, spesso molto intime e socialmente indesiderabili (insomma, le classiche domande che non ci si vorrebbe mai sentir rivolgere) sottoponendosi allo stesso tempo ad una specie di macchina della verità (la stessa in uso all’FBI, dicono) i cui responsi non sono rivelati al concorrente - o almeno questo è quello che cercano di farci credere. Da queste 200 domande la redazione ne seleziona 21 da riproporre in puntata, alle quali il concorrente deve rispondere onestamente per guadagnare man mano un montepremi crescente (con alcuni checkpoint in stile Chi vuol essere milionario): alla prima risposta non veritiera (sempre secondo la fantomatica “macchina della verità”) il concorrente perde tutto quello che aveva accumulato fino a quel momento e torna a casa con l’importo dell’ultimo checkpoint raggiunto. A peggiorare la situazione si aggiunge la presenza in studio di genitori, parenti, amici ed eventuali fidanzati/e, le cui attese e reazioni sono ben sottolineate da inquadrature insistenti: a loro è data la possibilità, una e una sola volta, di bloccare una domanda particolarmente imbarazzante (e la scelta è ardua, assicuro) per permettere al loro caro di proseguire indenne la manche di gioco.
E chi mai poteva essere al timone di questa amenità pseudo-voyeuristica se non lei, Paola Perego? La regina del trash domenicale con il suo Buona Domenica (RIP, ndK) sembra a suo agio nella parte della conduttrice bastone-e-carota, pronta ad incalzare il concorrente stuzzicandolo sulle domande più infide.
Preso nel suo complesso, a prima vista Il momento della verità appare come una “Corazzata Kotiomkin” di fantozziana memoria: una cagata pazzesca. Il non averlo visto in versione integrale, inoltre, forse non ha fatto altro che mitigare il giudizio generale; per non parlare dell’aura generale emanata dal programma, che sa di programmato a tavolino in modo neanche troppo velato.
By Lary on Giu 18, 2008 | Reply
Non ho mai visto questo programma ma dagli spot pubblicitari avevo capito circa il funzionamento, insomma il succo: l’uso della macchina della verità… credo che non sia altro che un modo per tirare fuori il voyerismo degli spettatori sugli affari degli altri e per buttare giu qualche argomento delicato e insano come desidera il target… Succede per il Grande Fratello, succede negli show domenicali e nel talk show, solo che in quei programmi non c’è la macchina della verità e quindi questo dà un’aria di verità che gli altri programmi non danno!!!
Mi chiedo cosa spinga le persone a partecipare a un tale programma invasivo della propria persona e dei propri affari, devo pensare che per i soldi siamo disposti a tutto???!!
By Kobayashi on Giu 20, 2008 | Reply
Purtroppo temo che la risposta sia sì, a meno di non considerare il fatto che già qualcuno ha obiettato sull’autenticità dei concorrenti: solo solo voci ovviamente, ma sembra che il tizio nello spezzone video che ho postato sia stato visto a fare la comparsa in un altro programma Mediaset qualche tempo fa.