Per chi ha seguito un po’ i telegiornali negli ultimi giorni non dev’essere una grossa sorpresa, tuttavia fa interrogare l’infelice uscita del Ministro del Lavoro Sacconi che sabato, in un discorso durante la festa nazionale della CISL, si è lasciato scappare un bel “vaffa” in risposta ad una contestazione a base di fischi e rumoreggiamenti in sala - dopo una sua allusione alla “giustizia politicizzata” (sulla scia delle sempre più frequenti esternazioni in merito del Presidente del Consiglio Berlusconi) che non è piaciuta affatto ad alcuni esponenti del sindacato che seguivano la conferenza.
Pubbliche virtù e privati vizi? Non in questo caso, dato che l’insulto si è distintamente sentito in sala ed è stato prontamente registrato in un video caricato su Youtube
Si può comprendere la debolezza e il fastidio di sentirsi attaccare magari in modo anche rozzo e antipatico (nel video non si sentono le esatte parole dei contestatori, solo un rumore indistinto e dei fischi), ma da chi ricopre un ruolo pubblico - specialmente se così delicato e importante come quello di essere un ministro dello Stato italiano - ci si aspetta e si dovrebbe esigere un livello di autocontrollo e rispetto per l’opinione altrui superiore alla norma. Se non si è capaci di mantenere la calma e il rispetto in occasioni pubbliche ci si deve fare da parte; e soprattutto, almeno per la dignità personale e per mantenere un minimo di credibilità, si potrebbero evitare scuse puerili e ridicole come questa per giustificarsi, come se un microfono abbassato bastasse a stemperare la stupidità di una brutta reazione.
Stupisce inoltre che nessuno abbia preso le distanze da questo episodio, e che nessuno abbia richiesto al ministro almeno un minimo di pubbliche scuse. E’ l’Italia, baby.