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Kobayashi Blog
Lug
8th

Cavalcare quel sottile piacere della polemica

Postato da Kobayashi in: Blog, Riflessioni, Stranezze dal Web | 4 Commenti

Immaginavo che non avessi nemmeno letto. E come te, la maggior parte di coloro che si stanno divertendo a schierarsi senza nemmeno sapere di cosa stiamo parlando.

(fonte)

Eccomi, presente. Premessa: non so assolutamente (poi si capirà perchè lo preciso) come funzioni - tecnicamente parlando - il pushing in tempo reale delle mail su BlackBerry, in effetti so a malapena cosa sia un BlackBerry: dunque come potrei mai addentrarmi in discorsi tecnici? E infatti non lo faccio, però mi fa sorridere quello che ho trovato oggi tra le pieghe del mio feed reader; e sì, mi sto divertendo a schierarmi senza nemmeno sapere di cosa stiamo parlando - sperando che nessuno si offenda sentendosi tirato in ballo.

Tengo Marco (se mi consente di chiamarlo così, informalmente, pur non conoscendolo affatto) nel mio Google Reader da un po’, una specie di “periodo di prova” per verificare se potesse interessarmi quel che ha da dire.

E in effetti oggi la mia perseveranza ha avuto i suoi frutti, sebbene non nella direzione che mi sarei aspettato: complice un suo commento leggermente piccato (”[...] quindi, secondo me, hai scritto parecchie bestialità“) si è scatenata una vera e propria guerra di commenti tra lui e Suzukimaruti sul blog di quest’ultimo, che però “l’ha presa bene” (!) rispondendo in modo pacato e distensivo

Suzukimaruti - commento

Il post era sicuramente interessante, e discorsi tecnici a parte (giusti o sbagliati) l’argomento spinoso dell’imminente uscita dell’iPhone avrà sicuramente attirato l’attenzione dei lettori: ma non si può fare a meno di notare (maliziosamente, non lo nego) come la polemica innescatasi all’interno del post abbia portato commenti a valanga in un blog di certo piuttosto frequentato ma che normalmente viaggia a ritmi di commento molto meno elevati. Senza voler insinuare il dubbio di una volontaria strategia attira-visibilità (precisando che il caso di studio in questione è citato solamente per la sua estrema recenza) vedo come è sempre più frequente nella blogosfera questa tendenza a cavalcare il sottile piacere della polemica: e in questo si ricalca quanto mai la cosiddetta real life.

PS: tra l’altro mi pare che Suzukimaruti non se la sia affatto presa considerando chiuso l’argomento ( :) ), e ancora meno Marco Cattaneo - al quale consiglierei un po’ più di sportività nell’ammettere un (eventuale, tornando sempre alla premessa del mio post, quanto probabile dato il numero di persone a sostenere la versione contraria) errore.

Marco Cattaneo - commento

Con immutata stima, come si suol dire: in ogni caso, però, è tutto materiale per un altro eventuale canto di Inferno blogger :D

Lug
2nd

BlogBabel, la divina (tragi)commedia

Postato da Kobayashi in: Blog, Update | 4 Commenti

BlogBabel - Logo (riapre il 18 luglio)

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Ludovico come BlogBabel lo strinse;
tanti eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella classifica, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato sito*
esser ripudiato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
cancellazion pretese tutto tremante.
Galeotto fu il rank e chi lo scrisse:
(da) quel giorno più non vi leggemmo avante.

Inferno blogger, canto V

Lug
2nd

TechCrunch sul piede di guerra: boicottaggio contro AP

Postato da Kobayashi in: Blog, Iniziative, Internet, Media, Mondo | Commenta!

E’ di qualche giorno fa la notizia del New York Times secondo la quale la Associated Press, una delle agenzie di stampa internazionali più famose del mondo, starebbe pensando ad una serie di linee-guida per regolamentare le citazioni gratuite (dunque per evitare la violazione di copyright e le conseguenti vie legali) dei suoi dispacci e delle sue news operate sistematicamente da parte del mondo dei blog e delle piccole testate online: a volte poche righe, a volte il semplice screenshot di un titolo, altre volte l’intero articolo. Spesso senza cognizione di sorta, c’è da dire, oppure senza citare la fonte, mancando così di riconoscere il lavoro (sacrosanto) che c’è dietro.

Associated Press - Logo

Per tale motivo l’agenza di stampa americana ha deciso di porre un freno a questi utilizzi non autorizzati, che fino a questo momento procedevano secondo la regola del fair use: si tratta di una clausola contenuta nel Copyright Act statunitense che “stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l’incorporazione di materiale protetto da copyright nell’opera di un altro autore, sotto alcune condizioni” (fonte: Wikipedia). In particolare sembra esserci nell’aria un tentativo di regolarizzare le citazioni anche (eventualmente) a livello monetario, cosa che ha ulteriormente fatto scattare il campanello d’allarme dei blogger di mezzo mondo, già pronti a gridare alla censura con somma indignazione e aizzati ancora di più dalle notizie incontrollate che parlavano di “citazioni a pagamento” se più lunghe di un certo numero di parole.

L’obiettivo di Associated Press vorrebbe essere quello di limitare da una parte l’infrazione delle regole del fair use che fin qui hanno regolato la “fragile armonia” nel rapporto tra l’agenzia di stampa e il mondo blogger, e dall’altra quello di continuare a consentire ai blogger onesti di poter usufruire di brevi citazioni dai propri articoli per dare inizio a spunti di discussione e commenti. Non è d’accordo però TechCrunch, il gigante USA che raccoglie l’indice delle maggiori compagnie e prodotti Internet: in un tagliente articolo annuncia la sua nuova politica sugli articoli di AP.org, politica che si può riassumere in una sorta di boicottaggio dopo la decisione di quest’ultima di intimare al sito Drudge Retort la rimozione di 7 articoli per violazione della regola del fair use.

TechCrunch - Logo

Ecco la posizione di TechCrunch:

So here’s our new policy on A.P. stories: they don’t exist. We don’t see them, we don’t quote them, we don’t link to them. They’re banned until they abandon this new strategy, and I encourage others to do the same until they back down from these ridiculous attempts to stop the spread of information around the Internet.

Niente più link né citazioni di articoli AP, e un invito agli altri blogger a mettere anch’essi in pratica la stessa iniziativa di protesta per cercare di far sentire la propria voce contro un presunto tentativo di stoppare la circolazione di informazioni su Internet. Il solito vecchio dilemma: copyright o libera circolazione? L’unica cosa certa è che, a meno di un’improbabile mobilitazione generale, questo boicottaggio farà danni limitati: impensabile credere di sgretolare da soli la decisione di AssociatedPress, forte peraltro di più di 1500 testate nazionali e internazionali di primissimo livello al seguito.

Giu
21st

Blog vs Mainstream Media

Postato da Kobayashi in: Blog, Immagini, Media | 1 Commento
Blog vs Mainstream Media
Giu
11th

Blogger di un certo livello

Postato da Kobayashi in: Blog, Riflessioni, Stranezze dal Web | 2 Commenti

Dev’essere ricco questo Sergio Sarnari di cui oggi parla mezza blogosfera. La sua storia ha fatto così tanto clamore da indurlo a editare in giornata il suo post originale, risalente al marzo scorso (ancora visibile però grazie alla cache di Google). Non lo conosco affatto ma dev’essere senz’altro ricco, altrimenti non mi spiego la querela sporta contro di lui per 400.000 euro a titolo di risarcimento di (presunti) danni d’immagine presentata dalla Mosaico Arredamenti. Esatto, avete letto bene: quattrocentomila, un quattro e cinque zeri uno in fila all’altro. Roba che ti forse puoi permettere solo se ti chiami Briatore, non certo se fai un onesto lavoro come tanti altri.

O forse no, ho capito male io. Forse è semplicemente frutto di una mentalità aziendale che non si rende decisamente conto delle dinamiche relazionali via Web. Se si oppone la vita reale a quella virtuale un motivo ci sarà. C’è infatti, ed è molto semplice: sono due cose differenti. Quello che funziona nelle relazioni faccia-a-faccia non necessariamente funziona sulla Rete, e viceversa. In ogni caso, poi, la prepotenza non funziona mai, soprattutto su Internet. E la reputazione sfuma in un attimo, mentre per recuperarla a volte non bastano mesi e mesi di lavoro.

Accade allora che la strampalata querela - cancellata dal querelato ma ancora visibile grazie a Giovy - si trasformi da iniziale strumento di intimidazione a clamoroso boomerang: si diffonde in Rete in maniera quasi virale, è sulla bocca di tutti, i commenti si contano a centinaia sui vari blog. In altre parole, una banale vicenda di disservizio come tante altre ne accadono tutti i giorni acquista, per la scarsa conoscenza delle dinamiche sociali della Rete da parte dell’amministratore della società querelante, l’effetto di una micidiale cassa di risonanza.
Ne parlano il già citato Giovy, Daniele Salamina, Ikaro, Antonio Tombolini: mica blogghettini, insomma, ma pagine con nel complesso migliaia di accessi; e potrei andare avanti per ore citando blog più o meno importanti (e tra poco anche il mio modesto blocknotes online entrerà a far parte del calderone)

Insomma: un danno di immagine probabilmente incalcolabile, intuibile semplicemente cercando Mosaico Arredamenti su Google, quando sarebbe bastato un approccio decisamente più soft per mettere a posto tutta la faccenda. Come ironicamente peraltro propone Marco Camisani nella sua lettera semiseria a disposizione di chi la volesse firmare, che sarà però consegnata per davvero - sabato 14 giugno - direttamente alla Mosaico.

Giu
5th

E’ il mio corpo che cambia, nella forma e nel coloreeee…

Postato da Kobayashi in: Autoreferenzialità, Blog, Riflessioni | 6 Commenti

…è in trasformazioneeeee!

D’accordo, il titolo è quantomeno discutibile, ma niente di meglio del ritornello della canzone dei Litfiba (beh, a dire il vero pensandoci bene ce n’erano parecchi migliori di questo..) per far capire l’ansiosa evoluzione di questo blog, sempre sull’orlo del baratro della rivoluzione grafica e che peraltro ancora deve trovare una sua sistemazione stabile nella blogosfera italiana. Ma anche senza spingersi così in alto, dato che con i miei affezionati 25 lettori di manzoniana memoria affermare di “far parte della blogosfera” è poco più di un modo di dire, si avverte una perenne sospensione tra la tematizzazione di nicchia e la tentazione sempre più forte di un blog “a ruota libera”, una polarizzazione accentuata anche dalla lettura di alcuni post come ad esempio questo di Daniele Salamina.

In attesa di una schiarita personale, nel frattempo cambia la grafica del sito. Dopo la testata del blog, è idealmente giunto il momento di adeguare il resto del corpo: nella forma e nel colore appunto, per rendere il tutto meno scuro e ombroso e farlo diventare più colorato. Piccoli aggiustamenti grafici saranno d’ora in poi quasi all’ordine del giorno, perché pur ringraziando molto Eches per lo splendido template WordPress distribuito gratuitamente non mi va di copiare integralmente il suo ottimo lavoro: lo voglio più mio, per un blog a misura di Kobayashi :)

Mag
10th

Zoo virale: bufale e leopardi

Postato da Kobayashi in: Blog, Curiosità, Pubblicità, Update | Commenta!

Ho Perso Leo - Volantino Ironico mi segnala nei commenti un link al sito disinformatico di Paolo Attivissimo che mi ero completamente perso. Semplicemente non pensavo che Attivissimo si occupasse di smentire anche le azioni di marketing virale in giro per il Web, peraltro con una serietà (a meno che non equivochi io il tono dell’articolo) forse eccessiva per una “presunta bufala” del genere, tanto autoevidente nella sua - simpatica, per come l’ho vista io - bovinità da generare tuttalpiù un sorriso divertito per la geniale trovata: d’altra parte non che tale scoop fosse una novità assoluta, sia chiaro, dal momento che quelli di WaveFactory avevano già smascherato la cosa ben 4 giorni prima, con dovizia di particolari e spiegazioni inconfutabili.
Anche senza scomodare i grossi calibri già solo il mio post in merito, nel suo piccolo, mi sembrava ironico quanto basta per non dare adito a equivoci sulla mia personale interpretazione della credibilità dell’annuncio.
Come se non bastasse, la scandalosa gestione moderata :) dei commenti del blog collegato all’annuncio di sparizione faceva cadere ogni dubbio residuo sulla credibilità dell’intera vicenda:

–> pagina dei commenti, screenshot di martedì 6 maggio 2008 ore 18.52
(piccola stranezza: gli orari dei commenti risultano sballati di circa due ore)
Commenti cancellati

–> stessa pagina dei commenti, screenshot di martedì 6 maggio 2008 ore 20.18
Ho Perso Leo - Commenti cancellati

Dopo aver battuto il record mondiale di link in uno stesso post, posso concludere ammettendo che aldilà di tutto ciò il gioco del “chi lo smaschera per primo” ha un po’ attenuato la genialità di questa iniziativa, o per meglio dire l’ha fatto troppo presto. Del resto sono queste le regole del Web, e bisogna adeguarsi alla sua velocità stando attenti anche ai minimi particolari. Ma dopo tutto quello che importa è che HoPersoLeo mi ha strappato un sorriso, e questo è abbastanza: torna a casa, Leo!

Mag
9th

Kenwood, allora è vero!

Postato da Kobayashi in: Blog, Gratis, Marchette gratuite, Update | Commenta!

Leggendo qualche blog in giro per la Rete si può scoprire che esistono aziende che pagano i blogger più influenti (non linko onde evitare di innescare polemiche più o meno fittizie) per postare sul loro spazio web recensioni/marchette positive dei propri prodotti: che questa strategia funzioni o meno, è di sicuro un indice significativo della crescente credibilità del mondo blog. Bene, tutta questa pappardella per cosa? Giusto per dire che io no, sono un pirla e gliela scrivo gratis la marchetta a quelli di Kenwood.
Perché la promessa l’hanno mantenuta, in tempi anche relativamente molto brevi; e poi la maglietta arrivata è di buona fattura, e non ultimo il fatto che giunge (speriamo..) giusto in tempo per domenica.

Kenwood - Cuore Nerazzurro

Mag
6th

Perdere un leopardo…

Postato da Kobayashi in: Blog, Immagini, Pubblicità, Stranezze dal Web | 2 Commenti

Ho Perso Leo - Volantino…e cercarlo sul Web. Di certo per questo tipo di sparizioni non ci si può rivolgere a Chi l’ha visto?, data l’assurdità della vicenda, e allora quale strumento migliore di Internet per cercare di ritrovare il felino domestico-ma-non-troppo andato perduto? E’ quello che spera l’autore di HoPersoLeo, l’incredibile (nel senso che non si sa quanto ritenerlo credibile) blog dedicato alla ricerca di questo insolito fuggitivo maculato, che nel frattempo (l’autore, non Leo ;) ) ha tappezzato i semafori e i muri di Roma di volantini per ritrovarlo. Altre segnalazioni del volantino sono giunte da Bologna, Genova, Vicenza, persino Palermo.

Un grosso scherzo? Un tentativo di marketing virale? Una trovata pseudo-pubblicitaria? Non è ancora dato saperlo, e in ogni caso non si capisce ancora quale scopo possa esserci dietro tutta questa vicenda. Una storiella di per sé simpatica, tutto sommato, indipendentemente dalla sua (probabilmente scarsa) veridicità: fatto sta che il sito è corredato da descrizioni, foto e video dell’inconsueto animale, e vanta già numerosi commenti e ben 10 iscritti al feed RSS pronti ad accorrere ad ogni nuovo aggiornamento. Il link nel frattempo sta cominciando a diffondersi grazie al tam-tam dei forum e dei blog, per andare a conquistarsi i famosi 15 minuti di notorietà predetti da Andy Warhol in tempi non sospetti: mi immolo per la causa e gli regalo qualche secondo di gloria da par mio.
Buona ricerca!

Mar
31st

Giovannidellacasa.gal

Postato da Kobayashi in: Blog, Curiosità | Commenta!

Ovvero, scherzosamente, come potrebbe chiamarsi la possibile trasposizione digitale del famoso manuale (pubblicato nel 1558) contenente le norme di comportamento che identificavano la buona educazione secondo Giovanni della Casa. Di tempo ne è passato parecchio, ma la buona educazione è ugualmente necessaria al giorno d’oggi e deve adattarsi ai tempi moderni, soprattutto ora che l’anonimato globale concesso a tutti dalla rivoluzione del Web minaccia sempre di più questo fondamento basilare della relazione sociale. Conoscevo da parecchio la cosiddetta Netiquette, un (quanto mai necessario) “insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti“, ma non ero a conoscenza fino ad oggi dell’esistenza di un codice ancora più specifico dedicato al mondo blog, che non poteva che chiamarsi Blogtiquette.

E’ interessante? Sì. E’ necessario? La risposta credo sia di nuovo sì, anzi un sì ancora più deciso, perché la blogosfera in sostanza permette a tutti di dire e fare tutto quel che si vuole, nel lecito e spesso anche nell’illecito. Che poi l’illecito sia più o meno veniale dal punto di vista legale non conta davanti all’atteggiamento a volte sfrontato di certi cacciatori di notorietà sul Web. Proprio per questo è importante avere non dico un limite (dato che la Blogtiquette non ha alcun valore giuridico riconosciuto) ma almeno un termine di riferimento condiviso. Un punto di riferimento che se anche non riuscisse ad evitare i problemi annosi della blogosfera (un esempio è l’odioso copia-incolla integrale dei contenuti di un blog importante o comunque “popolare” da parte di aspiranti blogstar - che evidentemente non hanno capito nulla dello spirito con cui si apre e si gestisce un blog) almeno permetta di prendersi, con quello strumento sottile ma efficacissimo dello svergognamento in pubblica piazza, piccole ma sotto sotto soddisfacenti vendette. Come questa.


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