Lo sanno tutti ormai, José Mourinho è ufficialmente il nuovo allenatore dell’Inter. Quello che molti non sapevano, invece, è che (almeno a giudicare dalla conferenza stampa di presentazione) la sua proverbiale antipatia sta lasciando spazio ad una nuova sfaccettatura, fatta di ironia e di frasi ad effetto.
Che il portoghese stesse prendendo da tempo lezioni di italiano era cosa nota, ma che avesse già acquisito una tale padronanza della lingua - tanto da voler tenere la conferenza stampa rigorosamente in italiano - si è rivelata una sorpresa per molti.
Giornalista: Quali giocatori del Chelsea vorrebbe portare con se a Milano?
Mourinho: Preferisco non parlare dei giocatori del Chelsea.
Giornalista: Avrebbe difficoltà un giocatore con le caratteristiche di Frank Lampard a inserirsi nel calcio italiano?
Mourinho: Perché vuole parlare dei giocatori del Chelsea?
Giornalista:Perché è un modo furbo di farle la stessa domanda!
Mourinho: Eh, lo so.. (silenzio di preparazione, faccia strafottente) ..ma io non sono un pirla!.
Mi è bastato questo: due battute con i giornalisti ed è subito cancellata dalla mia mente l’immagine di un tecnico antipatico, sbruffone e sopravvalutato; e al suo posto ecco la simpatia a pelle per un personaggio sicuramente fuori dalle righe ma schietto, sfrontato al punto giusto e poco incline a nascondersi dietro frasi fatte. Pensieri chiari, insomma: non c’è più spazio per chi non si impegna, basta alle inutili rose da 35 elementi, porte aperte per chi vuole andarsene e per chi crede di poter giocare solo per il peso del cognome che porta scritto dietro la maglia.
Sperando che non sia tutto fumo e niente arrosto.
