
(dal Corriere.it)

(dal Corriere.it)
Fin dove può spingersi la satira, politica in questo caso? E’ quello che si sta chiedendo l’America dopo la pubblicazione di una controversa copertina di Barry Blitt (non certo nuovo a copertine provocatorie di questo tenore) su The New Yorker, il magazine “intellettuale” della Grande Mela: come si vede nell’ingrandimento sottostante, la vignetta raffigura il candidato democratico alla Presidenza degli Stati Uniti Barack Obama e sua moglie Michelle nel famoso Studio Ovale della Casa Bianca, vestiti da terroristi. Il contorno non è certamente meno allusivo: la bandiera americana che brucia nel camino e il ritratto di Osama Bin Laden appeso alla parete, con un copricapo identico a quello indossato da Obama.
“Offensiva e di dubbio gusto” è stata la reazione sdegnata dell’entourage di Barack Obama, e con simili parole la copertina è stata bollata anche dallo staff del senatore John McCain, candidato repubblicano e avversario di Obama nella corsa alla Casa Bianca. Il vignettista si difende sostenendo che l’illustrazione è chiaramente provocatoria, frutto semplicemente della traduzione su carta di un pregiudizio che sembra diffuso da mesi in alcuni ambienti della società americana e noto come “politica della paura”:
I think the idea that the Obamas are branded as unpatriotic [let alone as terrorists] in certain sectors is preposterous. It seemed to me that depicting the concept would show it as the fear-mongering ridiculousness that it is.

Dove si pone dunque il limite della satira, e quando essa diventa diffamazione o attacco personale?
Ridicolo.

La storia ormai la sanno tutti, tanta è stata l’esposizione mediatica di questa querelle infinita partita da RaiTre e schizzata velocemente tra carta stampata e Internet. Marco Travaglio, ospite della trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa, parlando del suo nuovo libro attacca il neo-presidente del Senato Renato Schifani per le sue presunte collusioni con soggetti condannati per mafia. Apriti cielo! Il giorno dopo infuria la polemica, tanto che nella puntata successiva Fazio è costretto a dissociarsi in diretta dalle affermazioni espresse da Travaglio durante la puntata della sera precedente.
Poi c’è Repubblica: dalle colonne del noto quotidiano nazionale arriva inaspettata una dura critica a Travaglio, per bocca del giornalista Giuseppe D’avanzo. Travaglio, combattivo e per nulla intimorito, non ci sta a prendere lezioni di giornalismo e risponde “alla sua maniera”, cercando di collocare l’attenzione non tanto alle questioni di modo ma piuttosto sulla verità dei fatti. Anche D’Avanzo non è certo l’ultimo arrivato, e accetta la disputa dialettica a distanza con il collega giornalista: nella foga di controbatterlo sul suo stesso campo, però, fa sfociare la sua invettiva nell’accusa personale, parlando di “metodo Travaglio” e portando alla luce presunte connessioni e amicizie tra lo stesso Travaglio e alcuni personaggi di losca provenienza, condannati per “associazione a delinquere di stampo mafioso”. Un colpo basso, dunque: il fustigatore che si ritrova fustigato, l’accusatore che si vede messo lui stesso sotto processo.

Quante volte è capitato di dover recuperare le prime pagine di alcuni giornali per mettere insieme una più o meno professionale rassegna stampa? Chi ci è passato sa quanto tempo e quante energie sono necessarie, e quanti problemi si devono affrontare per giungere al termine di questa pseudo-mission impossible. Ritardi nei siti ufficiali, broken links, miniature troppo piccole per essere lette e per di più sprovviste di una corrispondente versione ingrandita.
Ma Internet, ancora una volta, viene in nostro aiuto: non ringrazieremo mai abbastanza wiki(Tim Berners-Lee) per aver reso (indirettamente) possibile la nascita di Today’s Front Pages, un servizio completamente gratutito di Newseum che ogni giorno si occupa di raccogliere e catalogare le prime pagine di 550 giornali da tutto il mondo. Già, perché limitarsi solo a quelli italiani, quando grazie a Newseum possiamo creare virtualmente una rassegna stampa di livello mondiale?
Come dice il nome stesso, Newseum è una sorta di vero e proprio museo dell’informazione online, che si aggiorna quotidianamente e automaticamente; ogni front page può essere letta direttamente sul Web, stampata su carta o scaricata liberamente in formato jpg o PDF. Non solo: grazie alla comoda mappa mondiale è possibile ricercare i quotidiani disponibili effettuando scansioni a seconda delle zone geografiche di riferimento; inoltre, cliccando sul quotidiano prescelto, apparirà la prima pagina relativa nel box sulla destra (vedi figura sotto).

Forse è il caso, aldilà del risultato delle elezioni, di interrogarsi seriamente e senza faziosità politiche su come appariamo agli altri dall’esterno.

Autoironici. E tutto sommato sportivi, perché si sa quanto i quotidiani spagnoli siano attaccati al prestigio derivante dalle grandi competizioni calcistiche internazionali.
Eppure la delusione ieri sera è stata grande: il Real Madrid, uno dei club più titolati del mondo, che da diverse stagioni non riesce a farsi strada fino alle fasi più “calde” della Champions League, è andato incontro all’ennesima prestazione deludente facendosi eliminare agli ottavi di finale del torneo dalla Roma. Una pur buonissima Roma, c’è da dire, ma l’ottimismo della vigilia aveva alimentato in tutti i blancos la speranza del passaggio del turno: così l’eliminazione diventa ancora più cocente, specie se arrivata al termine di 90′ non certo brillanti per le merengues che hanno messo a nudo tutti i loro limiti in campo internazionale e alla fine si sono visti anche violare il loro tempio dalle due zuccate malandrine di Taddei e Vucinic.
Ciononostante, tutto sommato, la reazione è stata ironica e divertente: “Porca miseria!” titola Marca sul suo sito Web, senza fare inutili drammi o catastrofismi. Perché, è bene tenerlo a mente, in fondo il calcio è solo un gioco.
Internet, si sa, è uno sterminato serbatoio di informazione più o meno libera e accessibile. Sterminato e non infinito, ma poco ci manca: quotidianamente infatti vengono aggiunte in Rete milioni di nuove informazioni che vanno ad accrescere (il più delle volte gratuitamente) la possibilità di conoscenza del navigatore. Tutto molto bello, se non fosse che Internet è tutt’altro che un archivio perfettamente organizzato e facilmente consultabile: ogni elemento di informazione inserita, infatti, va ad alimentare il fenomeno dell’information overload, ossia il “sovraccarico di informazione” che talvolta non permette all’utente di orientarsi facilmente nel mare disorganizzato dei testi e degli elementi multimediali di cui è invaso il World Wide Web.
Ci sono i motori di ricerca, non c’è dubbio, che diventano (Google su tutti) man mano più precisi e performanti rispetto alle numerose richieste che gli vengono fatte giornalmente, restituendo risultati che sempre più spesso si avvicinano per quanto possibile alle effettive necessità del navigatore: tuttavia anche loro possono essere tratti in inganno da parole multisignificato, oppure da ricerche troppo vaghe e aspecifiche. Finalmente qualcuno, in Italia, ha fiutato l’opportunità di poter rendere alla comunità del Web un servizio gradito ed estremamente utile per la ricerca di informazioni, ed è per questo che il Corriere della Sera tiene oggi a battesimo l’Archivio Storico di Corriere.it
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