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Kobayashi Blog
Lug
21st

La videotavola periodica degli elementi

Postato da Kobayashi in: Iniziative, Video, YouTube | 3 Commenti

Ovvero, Youtube al servizio della chimica. Veramente ingegnosa questa idea di science communication progettata e realizzata da un gruppo di professori e ricercatori dell’Università di Nottingham che hanno pensato bene di creare un punto di incontro tra la tradizionale (per non dire “vecchia”) didattica cartacea e le grandi e innovative potenzialità offerte dalla comunicazione via Internet. Insegnare con i nuovi media, insomma.
Così, grazie al supporto fondamentale del video giornalista Brady Haran, è nata questa Periodic Table of Videos, una specie di tavola degli elementi in formato multimediale che si avvale in modo ampio dell’uso di video esplicativi.

La videotavola periodica degli elementi - Università di Nottingham

La tavola degli elementi, per chi non lo sapesse, è uno schema convenzionale con il quale vengono ordinati gli atomi degli elementi chimici conosciuti sulla base del loro numero atomico. Come si vede dall’immagine, il gruppo di studiosi inglesi ha ricreato una tavola periodica che ricalca quella “tradizionale”, provvista però di collegamenti ipertestuali: ogni link permette di aprire la pagina personale dell’elemento chimico cui è associato, e in questa nuova pagina ad una breve descrizione dell’elemento (nome, simbolo e numero atomico) si accompagna un video che da una parte fornisce spiegazioni sull’elemento selezionato e dall’altra consente di visualizzarlo “all’opera” - ad esempio durante un piccolo esperimento di laboratorio o sul campo. I video sono visibili anche su Youtube nel canale dedicato.

La videotavola periodica degli elementi - Oxygen

Ultimo avvertimento, d’obbligo in questo caso: don’t try this at home! ;-)

Lug
2nd

TechCrunch sul piede di guerra: boicottaggio contro AP

Postato da Kobayashi in: Blog, Iniziative, Internet, Media, Mondo | Commenta!

E’ di qualche giorno fa la notizia del New York Times secondo la quale la Associated Press, una delle agenzie di stampa internazionali più famose del mondo, starebbe pensando ad una serie di linee-guida per regolamentare le citazioni gratuite (dunque per evitare la violazione di copyright e le conseguenti vie legali) dei suoi dispacci e delle sue news operate sistematicamente da parte del mondo dei blog e delle piccole testate online: a volte poche righe, a volte il semplice screenshot di un titolo, altre volte l’intero articolo. Spesso senza cognizione di sorta, c’è da dire, oppure senza citare la fonte, mancando così di riconoscere il lavoro (sacrosanto) che c’è dietro.

Associated Press - Logo

Per tale motivo l’agenza di stampa americana ha deciso di porre un freno a questi utilizzi non autorizzati, che fino a questo momento procedevano secondo la regola del fair use: si tratta di una clausola contenuta nel Copyright Act statunitense che “stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l’incorporazione di materiale protetto da copyright nell’opera di un altro autore, sotto alcune condizioni” (fonte: Wikipedia). In particolare sembra esserci nell’aria un tentativo di regolarizzare le citazioni anche (eventualmente) a livello monetario, cosa che ha ulteriormente fatto scattare il campanello d’allarme dei blogger di mezzo mondo, già pronti a gridare alla censura con somma indignazione e aizzati ancora di più dalle notizie incontrollate che parlavano di “citazioni a pagamento” se più lunghe di un certo numero di parole.

L’obiettivo di Associated Press vorrebbe essere quello di limitare da una parte l’infrazione delle regole del fair use che fin qui hanno regolato la “fragile armonia” nel rapporto tra l’agenzia di stampa e il mondo blogger, e dall’altra quello di continuare a consentire ai blogger onesti di poter usufruire di brevi citazioni dai propri articoli per dare inizio a spunti di discussione e commenti. Non è d’accordo però TechCrunch, il gigante USA che raccoglie l’indice delle maggiori compagnie e prodotti Internet: in un tagliente articolo annuncia la sua nuova politica sugli articoli di AP.org, politica che si può riassumere in una sorta di boicottaggio dopo la decisione di quest’ultima di intimare al sito Drudge Retort la rimozione di 7 articoli per violazione della regola del fair use.

TechCrunch - Logo

Ecco la posizione di TechCrunch:

So here’s our new policy on A.P. stories: they don’t exist. We don’t see them, we don’t quote them, we don’t link to them. They’re banned until they abandon this new strategy, and I encourage others to do the same until they back down from these ridiculous attempts to stop the spread of information around the Internet.

Niente più link né citazioni di articoli AP, e un invito agli altri blogger a mettere anch’essi in pratica la stessa iniziativa di protesta per cercare di far sentire la propria voce contro un presunto tentativo di stoppare la circolazione di informazioni su Internet. Il solito vecchio dilemma: copyright o libera circolazione? L’unica cosa certa è che, a meno di un’improbabile mobilitazione generale, questo boicottaggio farà danni limitati: impensabile credere di sgretolare da soli la decisione di AssociatedPress, forte peraltro di più di 1500 testate nazionali e internazionali di primissimo livello al seguito.

Giu
28th

Internet for Everyone, l’ultima web-utopia USA

Postato da Kobayashi in: Iniziative, Internet, Mondo | Commenta!

Internet for Everyone - Logo

Internet for Everyone è l’ultima utopia targata USA in fatto di richieste di ampio e generalizzato accesso a Internet. InternetforEveryone.org si autodefinisce come un’iniziativa nazionale di pubblico interesse nata dalla presa di coscienza riguardo al ruolo fondamentale di Internet rispetto alla crescita e prosperità economica degli Stati Uniti.
Secondo i promotori dell’iniziativa ogni cittadino americano dovrebbe poter possedere una connessione Internet veloce, a banda larga, economicamente accessibile a tutti: questo per favorire da una parte la democrazia (dell’informazione, della comunicazione, della partecipazione alla vita pubblica) e dall’altra per consentire che attraverso il Web l’economia a stelle e strisce possa tornare ad essere trainante oltre ogni limite - grazie appunto alle potenzialità derivanti da un’altissima penetrazione del Web nella vita dei cittadini e delle organizzazioni economiche.

L’iniziativa si basa su 4 principi fondamentali:
Internet for Everyone - Mission Access –> ogni casa e ogni azienda deve avere accesso ad un’infrastruttura di comunicazione ad alta velocità e di ottimo livello
Choice –> ogni utente deve poter godere di una vera concorrenza sul mercato dei contenuti online e allo stesso tempo questa concorrenza deve essere presente tra gli Internet Providers fornitori di accessi ad alta velocità (per permettere prezzi più bassi e velocità più alte)
Openness –> ogni utente Internet dovrebbe avere garantito il diritto alla libertà di parola e di commercio online in un mercato aperto senza discriminazioni o gatekeeper
Innovation –> Internet dovrebbe continuare a creare nuovi posti di lavoro e diffondere nuove idee, fungendo così come un motore portante della crescita economica

L’iniziativa è sicuramente lodevole e l’idea che ne sta alla base è di certo apprezzabile, tuttavia esistono seri e fondati dubbi sulla sua effettiva realizzabilità. Appaiono ancora tanti e troppo grossi gli interessi economici e politici in gioco per portarla a compimento in tempi brevi, sebbene sia fuor di dubbio che un accesso generalizzato e a banda larga per tutti creerebbe enormi vantaggi: dal singolo cittadino alla grande multinazionale fino al grane apparato dell’organizzazione statale - che potrebbe snellirsi con l’avvento del digitale perdendo così quell’aura negativa di (giustificata) lentezza condita purtroppo da abbondanti sprechi.


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