E’ di qualche giorno fa la notizia del New York Times secondo la quale la Associated Press, una delle agenzie di stampa internazionali più famose del mondo, starebbe pensando ad una serie di linee-guida per regolamentare le citazioni gratuite (dunque per evitare la violazione di copyright e le conseguenti vie legali) dei suoi dispacci e delle sue news operate sistematicamente da parte del mondo dei blog e delle piccole testate online: a volte poche righe, a volte il semplice screenshot di un titolo, altre volte l’intero articolo. Spesso senza cognizione di sorta, c’è da dire, oppure senza citare la fonte, mancando così di riconoscere il lavoro (sacrosanto) che c’è dietro.

Per tale motivo l’agenza di stampa americana ha deciso di porre un freno a questi utilizzi non autorizzati, che fino a questo momento procedevano secondo la regola del fair use: si tratta di una clausola contenuta nel Copyright Act statunitense che “stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l’incorporazione di materiale protetto da copyright nell’opera di un altro autore, sotto alcune condizioni” (fonte: Wikipedia). In particolare sembra esserci nell’aria un tentativo di regolarizzare le citazioni anche (eventualmente) a livello monetario, cosa che ha ulteriormente fatto scattare il campanello d’allarme dei blogger di mezzo mondo, già pronti a gridare alla censura con somma indignazione e aizzati ancora di più dalle notizie incontrollate che parlavano di “citazioni a pagamento” se più lunghe di un certo numero di parole.
L’obiettivo di Associated Press vorrebbe essere quello di limitare da una parte l’infrazione delle regole del fair use che fin qui hanno regolato la “fragile armonia” nel rapporto tra l’agenzia di stampa e il mondo blogger, e dall’altra quello di continuare a consentire ai blogger onesti di poter usufruire di brevi citazioni dai propri articoli per dare inizio a spunti di discussione e commenti. Non è d’accordo però TechCrunch, il gigante USA che raccoglie l’indice delle maggiori compagnie e prodotti Internet: in un tagliente articolo annuncia la sua nuova politica sugli articoli di AP.org, politica che si può riassumere in una sorta di boicottaggio dopo la decisione di quest’ultima di intimare al sito Drudge Retort la rimozione di 7 articoli per violazione della regola del fair use.

Ecco la posizione di TechCrunch:
So here’s our new policy on A.P. stories: they don’t exist. We don’t see them, we don’t quote them, we don’t link to them. They’re banned until they abandon this new strategy, and I encourage others to do the same until they back down from these ridiculous attempts to stop the spread of information around the Internet.
Niente più link né citazioni di articoli AP, e un invito agli altri blogger a mettere anch’essi in pratica la stessa iniziativa di protesta per cercare di far sentire la propria voce contro un presunto tentativo di stoppare la circolazione di informazioni su Internet. Il solito vecchio dilemma: copyright o libera circolazione? L’unica cosa certa è che, a meno di un’improbabile mobilitazione generale, questo boicottaggio farà danni limitati: impensabile credere di sgretolare da soli la decisione di AssociatedPress, forte peraltro di più di 1500 testate nazionali e internazionali di primissimo livello al seguito.

Access –> ogni casa e ogni azienda deve avere accesso ad un’infrastruttura di comunicazione ad alta velocità e di ottimo livello