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Girovagando per Youtube ti accorgi di quanto sia diventato facile al giorno d’oggi mettersi in mostra attraverso i video pubblicati tramite questo canale: e se il più delle volte si tratta di semplice esibizionismo e voglia di apparire, ogni tanto è bello scoprire nuovi talenti che altrimenti non sarebbero facilmente emersi agli onori delle cronache (perlomeno internettiane).
E’ il caso di David Sides, pianista 24enne che di talento ne ha da vendere: ne ha venduto e ne venderà ancora, dopo che i milioni di contatti fatti registrare dalle sue esibizioni registrate e messe online hanno convinto un produttore a farlo uscire con un album a cui presto seguirà una seconda parte. The Collection - Volume I e II, questi i nomi delle due raccolte di cover ad opera del talentuoso californiano, hanno ottenuto l’una recensioni molto favorevoli su iTunes e l’altra l’aura di un successo annunciato. Il giovane pianista infatti fa rivivere con gusto e con uno stile pulito ed emozionale alcuni successi più o meno recenti del panorama musicale americano: come si può notare dai video a disposizione sul suo canale Youtube, inoltre, la sua peculiarità sta in un orecchio davvero delicato capace di reinterpretare a memoria, senza alcuno spartito, i brani del suo repertorio.
Sarà anche per questo che il suo MySpace, in poco più di un anno, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 32.000 amici, che non è affatto poco per chi sa di cosa sto parlando.
Ad esempio si veda la sua performance in Apologize (One Republic), dove viene fuori la delicatezza con la quale le dita di David passano agili sui tasti a formare l’armoniosa melodia della canzone.
Non era stata una vera e propria profezia, anche perché all’epoca si era solo agli albori di questa nuova (almeno qui in Italia) trasmissione televisiva e non si sapeva bene se un esperimento musicale di questo tipo potesse funzionare dignitosamente o se sarebbe naufragato in direzione di qualcosa di più simile agli Amici di Maria de Filippi o, peggio ancora (per dire il livello…), a quell’accozzaglia indegna di cinque improbabili pseudo-lolite che rispondono (o meglio rispondevano, dato che il loro ricordo è tenuto vivo solo negli annali del teletrash italiano) al nome di Lollipop.
C’è a chi piace e a chi non piace, e sarebbe ben strano se non fosse così: ma X-Factor, appena conclusosi, personalmente parlando si è dimostrato un discreto prodotto televisivo. Non troppo premiato dagli ascolti forse, e partito pure un po’ in sordina, il programma ha pagato probabilmente alcune scelte azzardate e discutibili: per prima cosa la dubbia credibilità e lo scarso polso di Francesco Facchinetti (sicuramente meglio negli inserti quotidiani che nella diretta serale), ma soprattutto l’invadente onnipresenza di Simona Ventura, stavolta non si sa a quale titolo (musicale) nell’inedita veste di giudice anziché di conduttrice.
Spazzando via ogni ragionevole pronostico, tuttavia, hanno vinto gli Aram Quartet, aggiudicandosi in premio un sostanzioso contratto discografico da 300mila € per la produzione e la promozione del loro primo album: grazie a loro posso dire di averci visto giusto, almeno per una volta. Si è vista - finalmente! - una gara/reality dove ragazzine adolescenti e urlanti non inficiano il risultato finale premiando il belloccio di turno, ma tutto sommato viene riconosciuta la qualità e la bravura dell’artista: o per meglio dire degli artisti, dato che in questo caso si tratta di un gruppo vocale - certamente atipico (e infatti i pronostici non sono quasi mai stati dalla loro parte, nonostante non abbiano rischiato l’eliminazione nemmeno una volta) ma sicuramente meritevole di questa chance che è stata offerta loro.
In omaggio alla mia lungimiranza (e modestia..) ecco il video della proclamazione finale.
Sono in ritardo - scopro - di alcuni giorni, peraltro su imbeccata altrui (grazie a Sammy per la segnalazione), ma questa non è una novità; penso che magari non tutti lo sapevano, quindi potrebbe darsi che a qualcuno interessi ancora uscire, come me, dalla propria ignoranza in merito all’argomento del post di oggi. Sarà “perché Sanremo è Sanremo”, e forse proprio per questo tendo ad evitarlo. Sarà perché ho maldestramente demolito il blog con le mie stesse mani, rendendolo inutilizzabile per diversi giorni, e quindi anche volendo non avrei potuto aggiornarlo prima d’ora. Sarà quel che sarà, ma Frankie Hi-Nrg è comunque un maledetto genio.
Data e luogo: 18-19 febbraio, casa di un ignaro scaricatore di brani MP3. L’utente accende il PC, avvia Emule o qualsiasi altro programma di file sharing e, dato che siamo in periodo di Festival, imposta come chiave di ricerca “Sanremo”. Così, un po’ per scherzo e un po’ per speranza, ci prova senza troppa convinzione. Invece…sorpresa, esce qualcosa! Strabuzzando gli occhi dallo stupore, si trova davanti il file di “Rivoluzione“, la canzone di Sanremo di Frankie Hi-NRG. La mente smette di ragionare, e il click è quasi automatico: download!
“Lo denuncio per violazione delle norme della manifestazione” / “me ne vanto con gli amici” / “sarò tra i primi ad averla ancora prima della diretta TV”: queste i concitati pensieri dell’ignaro e anche un po’ confuso utente. Pochi minuti e il file è sul desktop, pronto per essere mandato in playlist. Altro click, parte la canzone.
Chi di noi non ricorda Napster, il famoso programma di file sharing che permetteva di scaricare (illegalmente, secondo l’industria musicale), tra gli altri, milioni di files in formato MP3 per avere sul nostro PC tutta la musica in formato digitale? E chi, dopo il “lutto” dovuto alla sua chiusura forzata, non è passato attraverso KaZaA, WinMX e infine al più recente eMule per mantenere intatta questa grande opportunità offerta da Internet? Certo: rimaneva in sospeso la spinosa questione della legalità, da anni furioso campo di battaglia tra proibizionisti e liberalisti che ha visto combattersi, a colpi di leggi e interpretazioni pro domo sua, discografici e fautori del libero scambio di tutto il mondo.
Una lotta senza fine, dunque? Non è detto, stando almeno a quanto promesso da un servizio nato da poco ma che sta già riscuotendo un discreto successo nell’ambiente: sto parlando di DownLovers, un sito (italiano!) che permette di scaricare musica gratuitamente e legalmente.
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