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Kobayashi Blog
Ago
20th

Sheep Dash, webriflessi da pecora

Postato da Kobayashi in: FLUEPS, Giochi, Stranezze dal Web | 1 Commento

Scovato niente di meno che sul sito della BBC, nella sezione Science & Nature > Human Body & Mind > Sleep, il bizzarro gioco in Flash ideato per testare la velocità di click degli internauti in reazione ad uno stimolo visivo (e di conseguenza quindi per misurarne i riflessi) è tanto semplice nella sua struttura quanto maledettamente furbo nell’attirarci subdolamente nella sua trappola, stuzzicando l’orgoglio proprio di ogni giocatore che si rispetti e facendo venir fuori lo spirito di competizione nel tentativo di abbattere progressivamente la soglia di reazione raggiunta.

Sheep Dash

Sheep Dash, questo il nome dell’applicazione, ha un funzionamento davvero elementare: una mandria di pecore è allineata sulla parte sinistra dello schermo, a brucare tranquillamente la sua erba: tuttavia cinque di loro - una alla volta - “scatteranno” improvvisamente verso l’estremità destra della schermata di gioco, e sarà nostro compito fermarle il prima possibile lanciando tramite il click del mouse un dardo piena di tranquillanti. Ogni pecora scappata impunemente da sinistra a destra e ogni lancio di dardo tranquillante andato “a vuoto” comporterà una penalità di 3 secondi, che inevitabilmente abbatterà la media dei nostri tempi di reazione: quindi attenzione a non cedere né alle “finte” di qualche ovino particolarmente infingardo né tantomeno alle snervanti attese nei tempi morti tra una pecora e l’altra!

Sheep Dash - record Attuale mio record: 0,264 secondi - non eccezionale, ma non è nemmeno così semplice come sembra. Forse ho un difetto di reazione io, ma le pecore che “scattano” nella parte più bassa dello schermo mi mandano maledettamente in difficoltà.
Beeeeeeehhh!

Lug
24th

La nuova Serie A a 30 squadre

Postato da Kobayashi in: Calcio, Giornali, Immagini, Serie A, Stranezze dal Web | Commenta!

Corriere della Sera - Prima Giornata Serie A 2008/2009

(dal Corriere.it)

Lug
14th

Thisissand, digital art in granelli di sabbia

Postato da Kobayashi in: FLUEPS, Stranezze dal Web, Web Apps | 1 Commento

Altro appuntamento per Faccio l’ultima e poi smetto, la rubrica di inizio settimana con quei giochi che rendono meno difficile il lunedì mattina. Oggi presento un’applicazione Web davvero particolare che difficilmente si riuscirà a non inserire tra i preferiti per riaprirla ogni tanto e rilassarsi cinque minuti (forse anche di più, man mano che ci si prende gusto!): sto parlando di This is Sand.

Thisissand, digital art in granelli di sabbia

Non è un gioco vero e proprio con regole e punteggi, ma può facilmente diventare una gara tra amici che premi la migliore creazione: in poche parole infatti This Is Sand consiste nel comporre - sullo sfondo costituito dall’intera finestra del browser - opere artistiche attraverso una piccola cascata di granelli di sabbia digitali (ciascuno dei quali è grande quanto un pixel) che si origina ad ogni clic sinistro del mouse. Tra le opzioni c’è quella per modificare il colore dei granelli e quella per ottenere una cascata ininterrotta di sabbia digitale, oltre alla possibilità di salvare i proprio capolavori nella gallery del sito.

Thisissand, digital art in granelli di sabbia - la gallery

Incredibile quello che si può fare, vero? This is Sand è un progetto dei designers Johanna Lundberg e Jenna Sutela in collaborazione con il programmatore Flash Timo Koro, e la loro originalissima creazione ha anche un blog personale.

Lug
8th

Cavalcare quel sottile piacere della polemica

Postato da Kobayashi in: Blog, Riflessioni, Stranezze dal Web | 4 Commenti

Immaginavo che non avessi nemmeno letto. E come te, la maggior parte di coloro che si stanno divertendo a schierarsi senza nemmeno sapere di cosa stiamo parlando.

(fonte)

Eccomi, presente. Premessa: non so assolutamente (poi si capirà perchè lo preciso) come funzioni - tecnicamente parlando - il pushing in tempo reale delle mail su BlackBerry, in effetti so a malapena cosa sia un BlackBerry: dunque come potrei mai addentrarmi in discorsi tecnici? E infatti non lo faccio, però mi fa sorridere quello che ho trovato oggi tra le pieghe del mio feed reader; e sì, mi sto divertendo a schierarmi senza nemmeno sapere di cosa stiamo parlando - sperando che nessuno si offenda sentendosi tirato in ballo.

Tengo Marco (se mi consente di chiamarlo così, informalmente, pur non conoscendolo affatto) nel mio Google Reader da un po’, una specie di “periodo di prova” per verificare se potesse interessarmi quel che ha da dire.

E in effetti oggi la mia perseveranza ha avuto i suoi frutti, sebbene non nella direzione che mi sarei aspettato: complice un suo commento leggermente piccato (”[...] quindi, secondo me, hai scritto parecchie bestialità“) si è scatenata una vera e propria guerra di commenti tra lui e Suzukimaruti sul blog di quest’ultimo, che però “l’ha presa bene” (!) rispondendo in modo pacato e distensivo

Suzukimaruti - commento

Il post era sicuramente interessante, e discorsi tecnici a parte (giusti o sbagliati) l’argomento spinoso dell’imminente uscita dell’iPhone avrà sicuramente attirato l’attenzione dei lettori: ma non si può fare a meno di notare (maliziosamente, non lo nego) come la polemica innescatasi all’interno del post abbia portato commenti a valanga in un blog di certo piuttosto frequentato ma che normalmente viaggia a ritmi di commento molto meno elevati. Senza voler insinuare il dubbio di una volontaria strategia attira-visibilità (precisando che il caso di studio in questione è citato solamente per la sua estrema recenza) vedo come è sempre più frequente nella blogosfera questa tendenza a cavalcare il sottile piacere della polemica: e in questo si ricalca quanto mai la cosiddetta real life.

PS: tra l’altro mi pare che Suzukimaruti non se la sia affatto presa considerando chiuso l’argomento ( :) ), e ancora meno Marco Cattaneo - al quale consiglierei un po’ più di sportività nell’ammettere un (eventuale, tornando sempre alla premessa del mio post, quanto probabile dato il numero di persone a sostenere la versione contraria) errore.

Marco Cattaneo - commento

Con immutata stima, come si suol dire: in ogni caso, però, è tutto materiale per un altro eventuale canto di Inferno blogger :D

Lug
4th

Questo pazzo, pazzo, pazzo mondo duepuntozero

Postato da Kobayashi in: Grafica, Immagini, Stranezze dal Web, Web Apps | 1 Commento

Quante volte ci si sente persi di fronte all’enorme vastità del cosiddetto Web 2.0? Ogni giorno nascono decine di servizi online per gli usi più disparati, le applicazioni di social networking spuntano come funghi e si contendono le grazie della blogosfera e più in generale della comunità mondiale degli utenti della Rete. Tante sono le directory che giornalmente tentano di mettere un po’ d’ordine nel mare magnum della socialità internettiana, ma nessuno prima d’ora aveva tentato un esperimento grafico di questa portata: riunire 1001 loghi di siti del Web 2.0 in un unico enorme mosaico, ovvero ciò che è venuto in mente a quelli di appappeal.com quando hanno dato vita a Map of the World 2.0!

World Map of Web 2.0 Logos

L’immenso mosaico è composto per l’appunto da poco più di mille mini-tesserine che unite insieme vanno a formare una sorta di mappamondo. Ciascuna di esse rappresenta il logo di un servizio 2.0 più o meno famoso: da Youtube a Wikio, da Facebook a Last FM, da Jaiku a Deviant Art, fino ai servizi meno conosciuti; ce n’è davvero per tutti i gusti. Al passaggio del mouse su una delle tesserine appare un ingrandimento (cliccabile al pari della tesserina a grandezza originale) del logo su cui abbiamo collocato il nostro puntatore, con un link che rimanda alla homepage del servizio 2.0 che stiamo visualizzando.

World Map of Web 2.0 Logos

Lug
3rd

Quando si dice “dare i numeri”

Postato da Kobayashi in: Calcio, Curiosità, Stranezze dal Web | Commenta!

Si pensa solitamente a qualcosa di negativo, di anormale. Certo normale non lo dev’essere stato proprio del tutto il buon Shex, curatore di questo blog, se si va ad analizzare cosa ha prodotto la sua mente malata (”[...] e guarda che lo faccio da anni!“, questa la sua inutile giustificazione su MSN) durante gli ultimi Europei di calcio di Austria e Svizzera.

Sì perché mentre la Spagna (a proposito: complimenti sinceri) compiva inesorabilmente il suo cammino verso l’ambito trofeo continentale, il nostro seguiva ogni partita alla ricerca di succulente statistiche da elaborare: sì, anche un’inutile Croazia - Polonia qualsiasi, pur di mettere a punto la suprema summa di Euro2008, ora disponibile gratuitamente qui per il download (2.2 MB)

Tutti i tabellini son stati presi in diretta, durante le partite, per cui potranno differire leggermente da quelli fasulli (sic! - ndK) della Uefa o della Gazzetta.
Nello stesso file (formato pdf) troverete tutti i nomi di tutti i giocatori, le squadre di provenienza, anno di nascita, ruolo e numero. Nei tabellini delle partite, formazioni e rilievo di ogni ammonizione, sostituzione, legni colpiti (esclusiva!), arbitri.

Germania-Spagna

Enjoy! :)

Giu
30th

Puzzle Farter, un gioco tutto d’un fiato

Postato da Kobayashi in: FLUEPS, Giochi, Stranezze dal Web | Commenta!

Torna finalmente agli onori delle cronache la rubrica Faccio l’ultima poi smetto con un gioco sicuramente originale e divertente quanto basta a far passare più velocemente il tempo nelle tristi mattinate del lunedì, quando una nuova settimana di duro lavoro ci si affaccia davanti. Cosa c’è di meglio allora che cimentarsi con uno di quei giochini che ti incollano allo schermo facendo crollare la produttività aziendale in un battibaleno? :)

Puzzle Farter

Proprio questo infatti sarà il risultato se ci accostiamo a Puzzle Farter, un gioco in Flash divertente e “politicamente scorretto” creato dagli sviluppatori di Pet Tomato. Di cosa si tratta? Niente di più semplice: bisogna guidare un piccolo pupazzetto dalla forma indefinita (un pesce, forse?!) da un punto all’altro dello schema di gioco, fino a farlo arrivare alla porta di uscita presente in ogni livello - quella che permette di accedere allo stage successivo. E cosa ci sarebbe di così particolare, si chiederà qualcuno?
Giusta osservazione: il fatto è che per superare gli ostacoli ed evitare i nemici si dispone di un’unica arma, da cui deriva il nome stesso del gioco. Chi mastica l’inglese avrà già capito di cosa sto parlando, mentre per tutti gli altri il magico asso nella manica del protagonista altro non è se non….gas intestinale alla massima potenza! Grazie a questa stravagante caratteristica (fin troppo evidenziata a livello sonoro e grafico!) il nostro omino sarà capace di alzarsi in volo con potenti accelerazioni o planare dolcemente al suolo dopo una partenza degna di uno Shuttle della NASA: sarà nostro compito quello di dosare con sapienza il flusso gassoso per condurre in porto ognuna delle 50 missioni in cui è strutturato il gioco.

Giu
11th

Blogger di un certo livello

Postato da Kobayashi in: Blog, Riflessioni, Stranezze dal Web | 2 Commenti

Dev’essere ricco questo Sergio Sarnari di cui oggi parla mezza blogosfera. La sua storia ha fatto così tanto clamore da indurlo a editare in giornata il suo post originale, risalente al marzo scorso (ancora visibile però grazie alla cache di Google). Non lo conosco affatto ma dev’essere senz’altro ricco, altrimenti non mi spiego la querela sporta contro di lui per 400.000 euro a titolo di risarcimento di (presunti) danni d’immagine presentata dalla Mosaico Arredamenti. Esatto, avete letto bene: quattrocentomila, un quattro e cinque zeri uno in fila all’altro. Roba che ti forse puoi permettere solo se ti chiami Briatore, non certo se fai un onesto lavoro come tanti altri.

O forse no, ho capito male io. Forse è semplicemente frutto di una mentalità aziendale che non si rende decisamente conto delle dinamiche relazionali via Web. Se si oppone la vita reale a quella virtuale un motivo ci sarà. C’è infatti, ed è molto semplice: sono due cose differenti. Quello che funziona nelle relazioni faccia-a-faccia non necessariamente funziona sulla Rete, e viceversa. In ogni caso, poi, la prepotenza non funziona mai, soprattutto su Internet. E la reputazione sfuma in un attimo, mentre per recuperarla a volte non bastano mesi e mesi di lavoro.

Accade allora che la strampalata querela - cancellata dal querelato ma ancora visibile grazie a Giovy - si trasformi da iniziale strumento di intimidazione a clamoroso boomerang: si diffonde in Rete in maniera quasi virale, è sulla bocca di tutti, i commenti si contano a centinaia sui vari blog. In altre parole, una banale vicenda di disservizio come tante altre ne accadono tutti i giorni acquista, per la scarsa conoscenza delle dinamiche sociali della Rete da parte dell’amministratore della società querelante, l’effetto di una micidiale cassa di risonanza.
Ne parlano il già citato Giovy, Daniele Salamina, Ikaro, Antonio Tombolini: mica blogghettini, insomma, ma pagine con nel complesso migliaia di accessi; e potrei andare avanti per ore citando blog più o meno importanti (e tra poco anche il mio modesto blocknotes online entrerà a far parte del calderone)

Insomma: un danno di immagine probabilmente incalcolabile, intuibile semplicemente cercando Mosaico Arredamenti su Google, quando sarebbe bastato un approccio decisamente più soft per mettere a posto tutta la faccenda. Come ironicamente peraltro propone Marco Camisani nella sua lettera semiseria a disposizione di chi la volesse firmare, che sarà però consegnata per davvero - sabato 14 giugno - direttamente alla Mosaico.

Giu
7th

Google Me - The Movie

Postato da Kobayashi in: Curiosità, Google, Stranezze dal Web, Video | Commenta!

Come a volte accade, capita di prendere nota da qualche parte circa un argomento di cui si vorrebbe scrivere sul blog, promettendosi di riprenderlo a breve: ma poi, per un motivo o per l’altro, ci si dimentica di mettere in pratica il proposito fino a quando non si ritrova quell’annotazione tra i meandri dei propri pensieri (o dei segnalibri di del.icio.us).
Google Me - The Movie Logo
Questo è proprio il caso del post su Google Me - The Movie: si tratta di un film - o meglio, una sorta di documentario della durata di 96 minuti - nato da una particolare intuizione di Jim Killeen, un americano un po’ stravagante. Non che la pratica che ha dato origine al docufilm sia poco diffusa però, al contrario! Si chiama egosurfing, un nome forse ai più oscuro ma che nasconde dietro la sua apparente complessità un atto che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo messo in pratica: inserire in un motore di ricerca il proprio nome per scoprire quanti nostri omonimi ci sono nel mondo, ed eventualmente conoscere chi sono e cosa fanno nella vita.

Ecco, proprio da questo presupposto è partito Jim, ma la sua sete di curiosità si è spinta ben oltre: scovati alcuni Jim Killeen come lui sparsi nel mondo, ha deciso di partire per andarli a conoscere di persona. Dal reportage di questo assurdo viaggio è nato il docufilm, in cui Jim incontra e intervista 7 dei suoi omonimi in giro tra America, Australia, Scozia e Irlanda. All’inizio disponibile gratuitamente in versione integrale sul canale YouTube ad esso dedicato, il film è ora in vendita in DVD sul sito ufficiale.

Qui sotto il trailer, per farsi un’idea della “follia onomastica” del protagonista
(anzi, degli 8 protagonisti!)

Hai bisogno di un browser con un Flash player attivo per vedere questo video di YouTube

Mag
27th

YouTomb, il videocimitero di YouTube

Postato da Kobayashi in: Stranezze dal Web, YouTube | Commenta!

YouTomb - Logo Che cos’è YouTomb? Innanzittutto è un progetto di ricerca, precisamente del MIT (Massachussets Institute of Technology) Free Culture. Il progetto si propone di analizzare i trend e le motivazioni dell’operazione di soppressione di una parte dei contenuti del database operata dal più conosciuto portale di video sharing: con YouTomb infatti si può rimanere aggiornati riguardo a quali video sono solitamente soggetti ad eliminazione da parte dello staff di YouTube, per quali motivi (spiegati caso per caso) avviene questa rimozione, quali tipologie di files vanno solitamente ad infrangere le leggi del copyright e possono essere rimossi su esplicita richiesta del detentore dei diritti.

YouTomb - preview del video rimosso

Il sito del progetto contiene informazioni che possono tornare utili a quegli utenti YouTube che oltre a essere semplici utilizzatori del servizio siano anche creatori di contenuti, soprattutto in caso di eliminazione dei propri video: come ben saprà chi ci è già passato, YouTube non fornisce spiegazioni troppo dettagliate in merito ai motivi dell’eventuale cancellazione di contenuti dal nostro account. La scheda personale di ogni video rimosso presente su YouTomb, invece, consente ad ogni utente di ricavare informazioni preziose: oltre a visualizzare alcuni frames del video in questione il sito permette di risalire al publisher originale, al giorno e all’orario di pubblicazione, al giorno di rimozione e alla motivazione per cui tale video è stato cancellato dal database (comprensiva, per i video rei di aver infranto qualche copyright, del nome dell’ente detentore dei diritti che ha fatto esplicita richiesta di rimozione).

YouTomb - scheda del video rimosso Infine non vanno perse nemmeno le informazioni relative all’ID, alla categoria di appartenenza e ai tags connessi al video eliminato, nonché le statistiche relative alle views fatte registrare dal video fino al momento della sua prematura scomparsa :)

Per i più smaliziati, infine, esiste anche la possibilità (una volta ottenuto l’ID del video cancellato) di attuare una tentativo - procedura un po’ arzigogolata a dire il vero, eppure sembra avere un sufficiente margine di successo - per provare a recuperare un video di nostro interesse rimosso da YouTube: ma su questo argomento Emanuele ne sa sicuramente più di me, e vi guida passo per passo alla meta.


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