Ovvero, Youtube al servizio della chimica. Veramente ingegnosa questa idea di science communication progettata e realizzata da un gruppo di professori e ricercatori dell’Università di Nottingham che hanno pensato bene di creare un punto di incontro tra la tradizionale (per non dire “vecchia”) didattica cartacea e le grandi e innovative potenzialità offerte dalla comunicazione via Internet. Insegnare con i nuovi media, insomma.
Così, grazie al supporto fondamentale del video giornalista Brady Haran, è nata questa Periodic Table of Videos, una specie di tavola degli elementi in formato multimediale che si avvale in modo ampio dell’uso di video esplicativi.
La tavola degli elementi, per chi non lo sapesse, è uno schema convenzionale con il quale vengono ordinati gli atomi degli elementi chimici conosciuti sulla base del loro numero atomico. Come si vede dall’immagine, il gruppo di studiosi inglesi ha ricreato una tavola periodica che ricalca quella “tradizionale”, provvista però di collegamenti ipertestuali: ogni link permette di aprire la pagina personale dell’elemento chimico cui è associato, e in questa nuova pagina ad una breve descrizione dell’elemento (nome, simbolo e numero atomico) si accompagna un video che da una parte fornisce spiegazioni sull’elemento selezionato e dall’altra consente di visualizzarlo “all’opera” - ad esempio durante un piccolo esperimento di laboratorio o sul campo. I video sono visibili anche su Youtube nel canale dedicato.
Ultimo avvertimento, d’obbligo in questo caso: don’t try this at home!
Dal cognome di McCoy Tyner, pianista di John Coltrane e in seguito ottimo solista jazz, deriva il soprannome della nuova versione di WordPress - la 2.6 (scaricabile a questo indirizzo) - rilasciata oggi a seguito dell’annuncio sul blog ufficiale della piattaforma da parte di Matt Mullenwegg, il fondatore di WordPress. Nell’occasione è stato prodotto anche un breve videotour di presentazione
Tante e molto intriganti le nuove funzionalità di WordPress 2.6
Revisione dei posti in stile Wiki con tracciamento delle modifiche effettuate
WP 2.6 permette di avere sempre sotto controllo quali cambiamenti sono stati apportati ad ogni singolo post o pagina attraverso una semplice interfaccia
Press This!, ovvero postare facilmente da ogni parte del Web
Il Press This bookmark è un nuovo strumento che si può aggiungere alla toolbar del browser e che permette di postare da ogni punto del Web un articolo sul proprio blog WordPress: per esempio sarà più facile tramite un semplice click estrarre il codice embed di un video direttamente dalla relativa pagina di Youtube, o caricare un’immagine sul blog dalla pagina originale di Flickr.
Preview dei temi: controlla il nuovo tema prima dei tuoi lettori
Da ora quando si selezionerà un tema si attiverà una finestra che mostrerà il tema prescelto con tutti i contenuti del proprio blog, in anteprima, anziché mostrarlo immediatamente a tutti i visitatori del sito: questa opportunità è importante per effettuare dei test in privato prima di compiere il definitivo cambio di tema, ed è ugualmente utile nello sviluppo di un tema nuovo di zecca per collaudarne il funzionamento senza mostrarlo preventivamente al pubblico.
Altre novità
* conteggio delle parole dei post
* migliorata la gestione dei plugin
* riorganizzato il pannello di controllo delle immagini per permetterne un più facile inserimento e ridimensionamento (ora completamente integrato con il WYSIWYG)
* riordino delle gallerie attraverso drag&drop
* avviso di update dei plugin tramite un balloon di notifica
* avatars di default personalizzabili
* upload di multimedia anche da modalità full-screen
* pubblicazione remota via XML-RPC e APP disabilitata di defalut - ma attivabile facilmente attraverso la schermata delle opzioni
* pieno supporto SSL e possibilità di “forzare” SSL per la sicurezza
* incrementata la possibilità di avere molte pagine o categorie senza problemi all’interfaccia
* possibilità di spostare il file wp-config e la cartella wp-content in una posizione personalizzata
* seleziona una serie di checkboxes con “shift-click”
* possibilità di selezionare l’uploader Flash o quello classico
* aggiunti numerosi miglioramenti della sicurezza (inclusi quelli sulle interazioni di cookie e database)
* versioni migliori e più veloci di TinyMCE, jQuery e jQuery UI
* circa 194 bug corretti
La telenovela calcistica Xabi Alonso dura ormai da settimane: “c’è l’accordo”, “no le parti sono ancora distanti”; “il giocatore vuole la Juventus a tutti i costi”, “anzi no forse resta al Liverpool”. Estenuanti trattative, ma videoservizi ancora più estenuanti su Studio Sport, dove forse non si sono accorti che il promettente centrocampista spagnolo ha nel frattempo vinto i campionati europei di calcio con la sua nazionale, quindi di riprese a lui relative ce ne sarebbero a bizzeffe. Eppure no, i servizi della redazione sportiva di Italia1 continuano a mostrare irrimediabilmente sempre le stesse immagini da più di un mese ormai, come se il bravo mediano iberico nella sua carriera avesse fatto solo questi due gol!
Girovagando per Youtube ti accorgi di quanto sia diventato facile al giorno d’oggi mettersi in mostra attraverso i video pubblicati tramite questo canale: e se il più delle volte si tratta di semplice esibizionismo e voglia di apparire, ogni tanto è bello scoprire nuovi talenti che altrimenti non sarebbero facilmente emersi agli onori delle cronache (perlomeno internettiane).
E’ il caso di David Sides, pianista 24enne che di talento ne ha da vendere: ne ha venduto e ne venderà ancora, dopo che i milioni di contatti fatti registrare dalle sue esibizioni registrate e messe online hanno convinto un produttore a farlo uscire con un album a cui presto seguirà una seconda parte. The Collection - Volume I e II, questi i nomi delle due raccolte di cover ad opera del talentuoso californiano, hanno ottenuto l’una recensioni molto favorevoli su iTunes e l’altra l’aura di un successo annunciato. Il giovane pianista infatti fa rivivere con gusto e con uno stile pulito ed emozionale alcuni successi più o meno recenti del panorama musicale americano: come si può notare dai video a disposizione sul suo canale Youtube, inoltre, la sua peculiarità sta in un orecchio davvero delicato capace di reinterpretare a memoria, senza alcuno spartito, i brani del suo repertorio.
Sarà anche per questo che il suo MySpace, in poco più di un anno, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 32.000 amici, che non è affatto poco per chi sa di cosa sto parlando.
Ad esempio si veda la sua performance in Apologize (One Republic), dove viene fuori la delicatezza con la quale le dita di David passano agili sui tasti a formare l’armoniosa melodia della canzone.
Per chi ha seguito un po’ i telegiornali negli ultimi giorni non dev’essere una grossa sorpresa, tuttavia fa interrogare l’infelice uscita del Ministro del Lavoro Sacconi che sabato, in un discorso durante la festa nazionale della CISL, si è lasciato scappare un bel “vaffa” in risposta ad una contestazione a base di fischi e rumoreggiamenti in sala - dopo una sua allusione alla “giustizia politicizzata” (sulla scia delle sempre più frequenti esternazioni in merito del Presidente del Consiglio Berlusconi) che non è piaciuta affatto ad alcuni esponenti del sindacato che seguivano la conferenza.
Pubbliche virtù e privati vizi? Non in questo caso, dato che l’insulto si è distintamente sentito in sala ed è stato prontamente registrato in un video caricato su Youtube
Si può comprendere la debolezza e il fastidio di sentirsi attaccare magari in modo anche rozzo e antipatico (nel video non si sentono le esatte parole dei contestatori, solo un rumore indistinto e dei fischi), ma da chi ricopre un ruolo pubblico - specialmente se così delicato e importante come quello di essere un ministro dello Stato italiano - ci si aspetta e si dovrebbe esigere un livello di autocontrollo e rispetto per l’opinione altrui superiore alla norma. Se non si è capaci di mantenere la calma e il rispetto in occasioni pubbliche ci si deve fare da parte; e soprattutto, almeno per la dignità personale e per mantenere un minimo di credibilità, si potrebbero evitare scuse puerili e ridicole come questa per giustificarsi, come se un microfono abbassato bastasse a stemperare la stupidità di una brutta reazione.
Stupisce inoltre che nessuno abbia preso le distanze da questo episodio, e che nessuno abbia richiesto al ministro almeno un minimo di pubbliche scuse. E’ l’Italia, baby.
Nessun altro titolo renderebbe meglio il concetto quando si parla di Il momento della verità, nuovo game-show di Italia 1 che spinge ancora più in là, come se ce ne fosse bisogno, il confine ultimo del trash televisivo. Per deontologia non-professionale devo ammettere che non ho potuto assistere a questa prelibata novità del palinsesto Mediaset in diretta (o meglio: nel giorno della puntata pilota - lunga vita agli Europei di calcio!), ma ho dovuto ripiegare su alcuni spezzoni disponibili sul sempre utile Youtube.
La formula del programma è semplice quando audace: prima del programma un concorrente risponde a circa 200 domande del tipo vero/falso, spesso molto intime e socialmente indesiderabili (insomma, le classiche domande che non ci si vorrebbe mai sentir rivolgere) sottoponendosi allo stesso tempo ad una specie di macchina della verità (la stessa in uso all’FBI, dicono) i cui responsi non sono rivelati al concorrente - o almeno questo è quello che cercano di farci credere. Da queste 200 domande la redazione ne seleziona 21 da riproporre in puntata, alle quali il concorrente deve rispondere onestamente per guadagnare man mano un montepremi crescente (con alcuni checkpoint in stile Chi vuol essere milionario): alla prima risposta non veritiera (sempre secondo la fantomatica “macchina della verità”) il concorrente perde tutto quello che aveva accumulato fino a quel momento e torna a casa con l’importo dell’ultimo checkpoint raggiunto. A peggiorare la situazione si aggiunge la presenza in studio di genitori, parenti, amici ed eventuali fidanzati/e, le cui attese e reazioni sono ben sottolineate da inquadrature insistenti: a loro è data la possibilità, una e una sola volta, di bloccare una domanda particolarmente imbarazzante (e la scelta è ardua, assicuro) per permettere al loro caro di proseguire indenne la manche di gioco.
E chi mai poteva essere al timone di questa amenità pseudo-voyeuristica se non lei, Paola Perego? La regina del trash domenicale con il suo Buona Domenica (RIP, ndK) sembra a suo agio nella parte della conduttrice bastone-e-carota, pronta ad incalzare il concorrente stuzzicandolo sulle domande più infide.
Preso nel suo complesso, a prima vista Il momento della verità appare come una “Corazzata Kotiomkin” di fantozziana memoria: una cagata pazzesca. Il non averlo visto in versione integrale, inoltre, forse non ha fatto altro che mitigare il giudizio generale; per non parlare dell’aura generale emanata dal programma, che sa di programmato a tavolino in modo neanche troppo velato.
Geniale, semplicemente geniale. Come spiegare meglio agli utenti russi le opportunità offerte dall’innovativo servizio di posta GMail, per convincerli a creare il proprio account dalle parti di zio Google? L’agenzia di pubblicità Saatchi&Saatchi Moscow ha avuto un vero e proprio art attack di creatività, inventandosi questo spot davvero incredibile eppure eccezionalmente chiaro - oltre che divertente, si capisce.
Per un errore non meglio indentificato, tanto che a tutt’oggi ancora non capisco come sia potuto succedere, si informa la gentile clientela che il feed RSS per poter seguire il blog tramite un qualsivoglia reader è andato misteriosamente smarrito nei meandri di FeedBurner. Così, da un giorno all’altro. Nell’attesa che dell’imprevedibile giallo - anzi, arancio! - si occupi Carlo Lucarelli nel suo Blu Notte (paura, eh!?), si invita la gentile clientela a sottoscrivere il nuovo feed tramite le icone in alto a destra.
Mi scuso inoltre con il temerario che aveva osato sottoscrivere il feed precedente: ringraziandolo per la feeducia concessami nel voler a tutti i costi leggere quello che scrivo, lo invito ad abbonarsi anche al nuovo feed.
Per chi invece non sa cosa sia un feed, ecco RSS in Plain English: una semplice videospiegazione (qui tradotta in italiano) realizzata da quei geni di Common Craft.
Come a volte accade, capita di prendere nota da qualche parte circa un argomento di cui si vorrebbe scrivere sul blog, promettendosi di riprenderlo a breve: ma poi, per un motivo o per l’altro, ci si dimentica di mettere in pratica il proposito fino a quando non si ritrova quell’annotazione tra i meandri dei propri pensieri (o dei segnalibri di del.icio.us).
Questo è proprio il caso del post su Google Me - The Movie: si tratta di un film - o meglio, una sorta di documentario della durata di 96 minuti - nato da una particolare intuizione di Jim Killeen, un americano un po’ stravagante. Non che la pratica che ha dato origine al docufilm sia poco diffusa però, al contrario! Si chiama egosurfing, un nome forse ai più oscuro ma che nasconde dietro la sua apparente complessità un atto che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo messo in pratica: inserire in un motore di ricerca il proprio nome per scoprire quanti nostri omonimi ci sono nel mondo, ed eventualmente conoscere chi sono e cosa fanno nella vita.
Ecco, proprio da questo presupposto è partito Jim, ma la sua sete di curiosità si è spinta ben oltre: scovati alcuni Jim Killeen come lui sparsi nel mondo, ha deciso di partire per andarli a conoscere di persona. Dal reportage di questo assurdo viaggio è nato il docufilm, in cui Jim incontra e intervista 7 dei suoi omonimi in giro tra America, Australia, Scozia e Irlanda. All’inizio disponibile gratuitamente in versione integrale sul canale YouTube ad esso dedicato, il film è ora in vendita in DVD sul sito ufficiale.
Qui sotto il trailer, per farsi un’idea della “follia onomastica” del protagonista
(anzi, degli 8 protagonisti!)
Scenetta atipica davanti agli spogliatoi del Tardini dopo Parma-Inter: l’interista Dejan Stankovic, fradicio di pioggia e di gioia dopo la vittoria che ha consegnato lo scudetto all’Inter, viene intercettato in diretta TV dall’inviato di Sky Stefano De Grandis per le rituali interviste del dopo-partita (al minuto 7:05 del video –> in caso di problemi di visualizzazione, il video lo trovate anche qui)
De Grandis: “Vuoi fare i complimenti a Ibrahimovic? Mi sembra che sia…” (Stankovic non lo lascia finire, e parte con la risposta) Stankovic: Grande, grande, grande zingaro! Cioè, fuori due mesi senza giocare, senza allenarsi bene…è fenomeno, è uscita la sua qualità”
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