La telenovela calcistica Xabi Alonso dura ormai da settimane: “c’è l’accordo”, “no le parti sono ancora distanti”; “il giocatore vuole la Juventus a tutti i costi”, “anzi no forse resta al Liverpool”. Estenuanti trattative, ma videoservizi ancora più estenuanti su Studio Sport, dove forse non si sono accorti che il promettente centrocampista spagnolo ha nel frattempo vinto i campionati europei di calcio con la sua nazionale, quindi di riprese a lui relative ce ne sarebbero a bizzeffe. Eppure no, i servizi della redazione sportiva di Italia1 continuano a mostrare irrimediabilmente sempre le stesse immagini da più di un mese ormai, come se il bravo mediano iberico nella sua carriera avesse fatto solo questi due gol!
Si pensa solitamente a qualcosa di negativo, di anormale. Certo normale non lo dev’essere stato proprio del tutto il buon Shex, curatore di questo blog, se si va ad analizzare cosa ha prodotto la sua mente malata (”[...] e guarda che lo faccio da anni!“, questa la sua inutile giustificazione su MSN) durante gli ultimi Europei di calcio di Austria e Svizzera.
Sì perché mentre la Spagna (a proposito: complimenti sinceri) compiva inesorabilmente il suo cammino verso l’ambito trofeo continentale, il nostro seguiva ogni partita alla ricerca di succulente statistiche da elaborare: sì, anche un’inutile Croazia - Polonia qualsiasi, pur di mettere a punto la suprema summa di Euro2008, ora disponibile gratuitamente qui per il download (2.2 MB)
Tutti i tabellini son stati presi in diretta, durante le partite, per cui potranno differire leggermente da quelli fasulli (sic! - ndK) della Uefa o della Gazzetta.
Nello stesso file (formato pdf) troverete tutti i nomi di tutti i giocatori, le squadre di provenienza, anno di nascita, ruolo e numero. Nei tabellini delle partite, formazioni e rilievo di ogni ammonizione, sostituzione, legni colpiti (esclusiva!), arbitri.

Enjoy! 
Il titolo è frutto più dell’euforia post-vittoria che di una reale convinzione. Il perché è presto detto: parliamoci chiaro, chi ci sperava più in questa qualificazione? Quanti italiani si potevano dire assolutamente certi che la qualificazione fosse solo affar nostro - o al limite dei cugini francesi - senza dover sperare nell’impegno “antibiscotto” dei già qualificati olandesi? La favoletta dell’homo faber fortunae suae ce l’eravamo già giocata nell’imbarazzante debutto contro i tulipani e soprattutto nel deludente pareggio con i romeni, per cui non ci è restato che piangere solidarietà ed elemosinare fair play alla corte d’Olanda, come se fossimo noi a dover insegnare certe cose a chi di certo è ben più avanti di noi in questo campo nella propria cultura calcistica.

fonte: Uefa.com
Eppure alla fin fine la classifica recita: Olanda 9, Italia 4, Romania 2, Francia 1. Questo vuol dire quarti di finale, questo significa Italia-Spagna, questo prefigura undici leoni che si sono stancati di essere scambiati per gattini appena superano lo scoglio dei gironi di qualificazione. La Spagna, la grande incompiuta.
Non sarà facile, anche per come ci siamo arrivati: grazie alla già accennata sportività dei ragazzi di Van Basten, ma anche grazie alla sconsiderata condotta di gioco di una squadra come la Romania che, se gioca sempre come contro gli orange, non sarebbe capace di far gol nemmeno ai pulcini del Lumezzane (giusto a noi è stata capace di farne uno, ma questa è un’altra storia). Grazie alla Francia più spenta degli ultimi 10 anni, e grazie ad un CT che preferisce lasciare fuori Frey, Mexes e Trezeguet preferendo gente come Boumsong (bestemmia!) e Govou, che non vede la porta nemmeno col binocolo. Tre partite, un punto e un solo gol: non è uno score degno dei vicecampioni del mondo, ma sparare su Domenech è fin troppo facile.
Pensiamo a noi, piuttosto: un gioco che pian piano riaffiora dopo due gare da io speriamo che me la cavo, Pirlo e Gattuso fuori per squalifica, Toni (da me difeso anche quando indifendibile) che non segna neanche per sbaglio dopo aver messo dentro più di 30 gol in Germania. Ai Mondiali scorsi iniziò a segnare proprio ai quarti di finale, anche se poi quei due gol rimasero due fino alla fine del torneo: fosse ancora così però ci accontenteremmo lo stesso perché con la Spagna domenica sera “vale tutto”, per non rischiare che la sangrìa ci vada di traverso nel vedere le Furie Rosse festeggiare a pizza, spaghetti e mandolino.

Autoironici. E tutto sommato sportivi, perché si sa quanto i quotidiani spagnoli siano attaccati al prestigio derivante dalle grandi competizioni calcistiche internazionali.
Eppure la delusione ieri sera è stata grande: il Real Madrid, uno dei club più titolati del mondo, che da diverse stagioni non riesce a farsi strada fino alle fasi più “calde” della Champions League, è andato incontro all’ennesima prestazione deludente facendosi eliminare agli ottavi di finale del torneo dalla Roma. Una pur buonissima Roma, c’è da dire, ma l’ottimismo della vigilia aveva alimentato in tutti i blancos la speranza del passaggio del turno: così l’eliminazione diventa ancora più cocente, specie se arrivata al termine di 90′ non certo brillanti per le merengues che hanno messo a nudo tutti i loro limiti in campo internazionale e alla fine si sono visti anche violare il loro tempio dalle due zuccate malandrine di Taddei e Vucinic.
Ciononostante, tutto sommato, la reazione è stata ironica e divertente: “Porca miseria!” titola Marca sul suo sito Web, senza fare inutili drammi o catastrofismi. Perché, è bene tenerlo a mente, in fondo il calcio è solo un gioco.